Il Tirreno

Pisa

Aggredisce un medico del pronto soccorso Ma lui è un atleta di karate e lo butta fuori

Stefano Taglione
Aggredisce un medico del pronto soccorso Ma lui è un atleta di karate e lo butta fuori

45enne non voleva la puntura e ha tirato pure una bottiglia d’acqua a un’infermiera. Il direttore: «Lo denunceremo»

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livorno

Prima ha tirato una bottiglia d’acqua contro un’infermiera. Poi ha minacciato il medico del pronto soccorso: «Ti ammazzo, ti ammazzo», cercando di prenderlo a pugni. Peccato che il dipendente dell’Asl, calabrese di 34 anni e residente a Pisa, fosse esperto di arti marziali, nonché atleta di karate con molte gare agonistiche all’attivo, e in men che non si dica lo abbia preso e di peso portato fuori dalla porta.

Momenti di paura in ospedale a Livorno attorno alle 15 di lunedì scorso, con il personale sanitario che ha reagito prontamente alla furia incomprensibile di un paziente in visita. L’uomo avrebbe aggredito gli “angeli della sanità” in quanto rifiutava alcuni farmaci che gli dovevano essere somministrati via endovenosa, mentre era steso su un lettino del pronto soccorso, dove si era recato lui stesso. Si tratta di un quarantacinquenne di origine napoletana, «che verrà denunciato», spiega il direttore del dipartimento di emergenza-urgenza, Alessio Bertini. Le ipotesi di reato sono minaccia e interruzione di pubblico servizio, che prevedono rispettivamente una multa di 1.032 euro (si attende la querela di parte) e la reclusione fino a due anni, visto che il fatto è accaduto in un luogo aperto al pubblico, avviato d’ufficio.

Il quarantacinquenne - pur essendosi allontanato prima che dall’ospedale venissero allertate le forze dell’ordine - si era già registrato in fase di accettazione, quindi è stato immediatamente identificato da un equipaggio della Squadra volante dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della polizia di Stato, diretto dal commissario capo Claudio Cappelli. Gli agenti hanno ascoltato il medico-atleta di 34 anni, originario di Catanzaro e residente a Pisa dove ha studiato e si è laureato all’Università, e l’infermiera, una ventitreenne livornese. Persone che stanno fronteggiando a viso aperto l’emergenza coronavirus e che certo, a questo, non possono sommare anche il rischio di essere feriti da un paziente che stavano cercando di assistere nel migliore dei modi, visto che era lui ad aver bisogno del loro aiuto. «Devo fare i complimenti al personale, perché si è comportato in maniera esemplare – conclude Bertini – anche se purtroppo ormai siamo abituati a fronteggiare anche queste situazioni. Come da direttive ministeriali non passerà più niente: ogni aggressione, anche solo verbale, verrà denunciata alle forze di polizia. In questo caso sicuramente prenderemo provvedimenti nei confronti di questa persona, facendo presente il disagio patito e il pericolo che abbiamo dovuto fronteggiare». —

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