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Divulgò falsa circolare del Ministero, denunciato
È un insegnante della provincia di Pisa l’autore di quello che doveva essere uno scherzo per i colleghi e invece aveva scatenato il panico
PISA. Aveva preparato una circolare falsa, a firma della ministra della pubblica istruzione, destinata ai colleghi dell’istituto dove insegnava. Come spesso capita con i social, la circolare gli era sfuggita di mano. Era stata condivisa in maniera virale e aveva fatto infuriare il Ministero. Ora, a distanza di mesi, si apprende, che per questa vicenda le indagini partite dalla capitale, sono approdate a Pisa. L’insegnante è stato scoperto e denunciato. Nella falsa circolare, pubblicata durante la prima ondata della pandemia, si diceva che era stata disposta la chiusura delle scuole fino al 5 aprile. Non era una informazione veritiera e per questo la ministra Lucia Azzolina.
La Polizia Postale di Pisa e Roma, al termine di una attività di indagine delegata dal centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche del servizio polizia postale e delle comunicazioni, ha individuato e denunciato l’autore della falsa circolare ministeriale a firma del Ministro della Pubblica Istruzione, Lucia Azzolina, successivamente divulgata in rete.
La notizia è di ieri mattina ma le indagini, da quanto è stato spiegato, sono concluse ormai da alcune settimane.
L’attività è stata avviata nel mese di marzo 2020 dopo la denuncia del Ministero dell’Istruzione, sulla diffusione virale in alcune chat di whatsapp e attraverso e-mail, di una falsa circolare ministeriale in calce alla quale era riportata la firma digitale del Ministro e il numero di protocollo di analogo documento, genuino ma di tutt’altra natura, diramato in precedenza agli uffici del Miur e pubblicato anche online sullo spazio web dello stesso Ministero.
Il documento falso, che all’epoca dei fatti ha riscosso un ampia eco e disorientamento nell’ambiente scolastico data l’innovazione legata all’inizio del concomitante periodo di emergenza pandemica, invitava i Direttori degli uffici scolastici regionali e i Dirigenti scolastici ad adottare presunte misure urgenti in materia di didattica a distanza.
L’analisi del documento, fornita in formato digitale, ha consentito agli investigatori di individuare l’autore della nota artefatta, che è stato quindi deferito alla procura della Repubblica di Roma per i reati di sostituzione di persona e falsità materiale commessa da privato.
Quando il dipendente del Ministero è stato convocato negli uffici della polizia postale avrebbe cercato di giustificarsi spiegando che tutto era iniziato per fare uno scherzo ai colleghi. Non è il primo e non sarà l’ultimo che sottovaluta la portata dei social nel divulgare notizie anche quando non sono vere. –
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