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Calcio giovanile, grido di dolore ma anche voglia di ripartire
CASCINA
Un grido di dolore arriva anche dai club calcistici giovanili del territorio: Arci Zambra, Atletico Cascina, Navacchio Zambra, San Frediano e San Prospero Navacchio hanno firmato insieme un documento in cui ripercorrono il lento percorso verso lo stop ma manifestano anche la loro voglia di ripartire. Sono tutti nomi, questi dei club, «dietro ai quali ci sono volontari, istruttori, famiglie, ragazzi e bambini. Un mondo impegnativo ma in grado di dare tante soddisfazioni, sportive e umane, oltra ad una costante possibilità di crescita e socializzazione che oggi, purtroppo, è vittima di questa difficile situazione».
Le varie società hanno dovuto adeguarsi di volta in volta, con grandi sacrifici.
Man mano che il Covid ha ripreso il sopravvento poi, e tutti i campi della vita hanno subito ristrettezze, ciò è toccato anche al calcio, fino a decidere lo stop.
Ma non è una resa, anzi. «Questo momento vogliamo che finisca presto: lo sport, il calcio, è un’attività a forte valenza sociale per una qualsiasi comunità; e quindi, speriamo vivamente che, parallelamente ad un miglioramento dei numeri relativi ai contagi, si possa pensare ad una pronta e celere ripartenza. Noi ci siamo, vogliamo fare la nostra parte. Abbiamo speso dei soldi per adeguarci, abbiamo speso dei soldi per tesserare i nostri ragazzi, abbiamo speso soldi per fare formazione ai nostri istruttori e al nostro staff. Abbiamo quindi tanta voglia di ripartire e lo faremo un istante dopo che ci sarà permesso: ogni Società chiaramente deciderà al proprio interno quando e come ripartire, anche perché dipenderà dai vincoli che verranno imposti a livello governativo centrale e regionale e dalle caratteristiche degli impianti che ciascuno di noi gestisce. Tutto quanto, come sempre, nella massima sicurezza e nel rispetto delle regole». —
antonio scuglia
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