Il Tirreno

Pisa

stop ai centri estetici 

«Un fulmine a ciel sereno, che ci spaventa»

Sara Venchiarutti

Preoccupati i titolari delle attività costrette a smettere di lavorare. Orsini (Cna): «Trovo la chiusura del tutto inopportuna»

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pisa

«Un fulmine a ciel sereno». Inaspettato e improvviso, si è abbattuto sulle attività legate al mondo dell’estetica, chiuse da domani con l’ufficiale cambiamento di colore della Toscana, diventata “zona rossa”.

Un passaggio che ai centri estetici non ha lasciato nemmeno il tempo di avvertire i clienti, tanto meno di prepararsi. E la situazione porta con sé rabbia e delusione tra chi dall’oggi al domani deve abbassare le saracinesche. «Mi sento allo sbando», confida Antonella Orsini, titolare di un centro estetico a Pontasserchio e presidente per il comparto estetica della Cna Pisa, come portavoce della categoria. «È assurdo che la notizia sia arrivata all’ultimo. Solitamente il sabato sono chiusa, ma oggi (ieri, nda) dovrò restare aperta fino a dopo cena per i clienti che avevano già preso appuntamento. In più trovo la chiusura inopportuna. Abbiamo fatto tutto il necessario per tutelare la salute nostra e della clientela: rispettiamo tutte le norme igienico-sanitarie e contingentiamo l’accesso al negozio, che comporta una perdita di lavoro del 30-40%. Trovo quindi assurdo che i centri estetici debbano chiudere, mentre altre attività ugualmente legate alla cura della persona, come i barbieri, restano aperte. La mia non è una lotta di categoria – sottolinea – sono contenta se altri possono lavorare. Ma è un controsenso». A ora la prospettiva di chiusura è di 14 giorni. «Alcuni centri estetici già in ginocchio potrebbero non sopravvivere, soprattutto se la situazione andrà oltre». Si sta parlando infatti di un settore già prostrato dallo stop primaverile, che ha portato con sé una perdita di fatturato non recuperabile. «I mesi per i centri estetici non sono tutti uguali», spiega Marcello Bertini, responsabile della categoria per la Cna Pisa. «I trattamenti che si fanno in primavera o in inverno non si possono recuperare in estate e viceversa. La chiusura primaverile ha già portato a perdite tra il 60 e il 70% del volume di affari». E anche adesso le preoccupazioni sono tante: la ripresa dell’abusivismo, favorito dalla chiusura, ma anche lo spettro di una chiusura prolungata fino a Natale.

«L’auspicio è che non si vada oltre la durata dell’ordinanza di 14 giorni. Arrivare al periodo natalizio significherebbe dare il colpo di grazia all’intero indotto», sottolinea Marcello. «La categoria comprende la situazione, ma si tratta di attività da sempre sicure. Come Cna a livello nazionale non ci hanno ancora motivato ufficialmente la chiusura dell’estetica a differenza degli acconciatori. Per le zone rosse avevamo già espresso la richiesta, che speriamo venga accolta, di togliere questa discriminazione, consentendo la riapertura dei centri estetici. In caso contrario dovrà esserci un forte incremento dei ristori, adeguati alle numerose spese affrontate». —

Sara Venchiarutti



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