Il Tirreno

Pisa

la storia di valeriano 

Senza lavoro e senza soldi, lo “adotta” il paese

Sara Venchiarutti
Senza lavoro e senza soldi, lo “adotta” il paese

L’uomo vive a Colignola Ha sempre tirato avanti con impieghi occasionali ma con il Covid  la situazione è precipitata

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san giuliano

Per tanti, troppi, l’emergenza sanitaria significa isolamento o la perdita di un proprio caro.

Per altri, invece, significa non avere un piatto in tavola o la luce elettrica per illuminare le notti sempre più lunghe dell’inverno che arriva.

E, in un momento in cui la crisi economica colpisce le tasche di tanti lavoratori, sono proprio le persone più in difficoltà a essere lasciate indietro. È anche la storia di Valeriano Liut, 59 anni il prossimo lunedì, residente a San Giuliano Terme, nella frazione di Colignola.

Disoccupato, senza nessuna entrata fissa, Valeriano riusciva a racimolare qualche spicciolo grazie al giardinaggio per amici e conoscenti. Questo però prima del Covid. Poi tutto si è fermato aggravando una situazione già precaria. E ora mancano anche quei pochi euro fondamentali per sopravvivere.

«Da un annetto vivo una situazione sempre più difficile», racconta Valeriano. «Per 15 anni ho assistito mia mamma, malata e costretta a letto. Finché non è mancata andavo avanti con l’accompagnamento. Poi la situazione è precipitata. Ora non ho nessuna entrata fissa, né pensione né reddito di cittadinanza, e non lavoro nemmeno più con il giardinaggio, che mi faceva prendere qualcosa per andare avanti». Si definisce un «avventuriero» Valeriano: «quando ero più giovane sono andato anche in Germania, ho lavorato un po’ come cuoco e come muratore».

Adesso però mancano i soldi per tutto, a partire dalla spesa e dalle utenze domestiche. «La luce è già stata staccata e ora il rischio è che mi tolgano anche l’acqua», continua.

«Proprio adesso (ieri per chi legge, ndr) mi è arrivato un sollecito bonario per il pagamento della bolletta dell’acqua (quattro bollette per un totale di 71 euro). Così non mi resta nemmeno il minimo per sopravvivere. Sto cercando di mettere la casa di proprietà in vendita, ma ora è quasi impossibile».

Senza aiuti assistenziali e con le scadenze dei pagamenti alle porte, Valeriano però non si sente affatto solo: «in paese c’è sempre qualcuno che mi aiuta e che mi dà qualche spicciolo per fare la spesa. Ho carissimi amici, della vecchia guardia, che mi danno una mano. A volte capita che qualcuno mi porti qualcosa da mangiare. Io però non chiedo nulla e cerco di andare avanti con qualche prestito fattomi dagli amici e che ritorna sempre».

Una solidarietà dove anche il più piccolo gesto conta, soprattutto in un momento come questo, e che, in attesa di trovare una soluzione stabile, è l’unico argine anche per le situazioni più difficili. —



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