Sfila sui lungarni la protesta dei tassisti: «Il Comune mantenga le promesse»
Adesione massiccia alla manifestazione: «Con la crisi abbiamo perso oltre il 90% del lavoro, subito i soldi che ci spettano»
PISA
Un serpentone di auto bianche. Con sportelli e cofani trasformati in bacheche per rendere visibile una rabbia che rischia di trasformarsi in disperazione e clacson che diventano strumenti per richiamare l’attenzione su un settore che ha perso oltre il 90% del lavoro. I tassisti scendono in strada, questa volta non per garantire il servizio pubblico, ma per protestare contro i mancati interventi del Comune a supporto delle decine di lavoratori che dallo scorso marzo sono stati costretti a spegnere i motori.
L’assenza di turisti, il ricorso allo smart-working e la chiusura dell’Università hanno fatto crollare il bacino d’utenza del 95%. «Nonostante le promesse dal Comune non è arrivata nessuna risposta», accusa Claudio Sbrana, portavoce Cna Taxi Pisa. La protesta ha ottenuto un’adesione bulgara. Tutti i tassisti in servizio a Pisa (in quattro hanno garantito i servizi minimi essenziali) si sono messi in marcia ieri mattina invadendo i lungarni cittadini. A colpi di clacson, hanno cercato di richiamare l’attenzione dell’amministrazione «sugli interventi promessi nei mesi scorsi e mai concretizzatisi».
Una marcia di auto bianche terminata con un incontro in piazza XX Settembre con l’assessore Paolo Pesciatini, servito a tracciare il percorso sui possibili aiuti, «ma non a garantire le risposte sperate», accusano i tassisti.
«Con questa protesta - spiegano Sbrana e Riccardo Scali, presidente della Cotapi - vogliamo denunciare l’inerzia dell’amministrazione comunale che, dopo le richieste avanzate lo scorso aprile e dopo aver convocato un incontro a giugno, non ha ancora provveduto a dare seguito a quanto concordato». Oltre ad un adeguamento delle tariffe, ferme al 2013, i tassisti rivendicano la messa a disposizione dei circa 70mila euro derivanti dalle ultime cinque licenze concesse. «Parte delle somme pagate al Comune devono infatti essere investite e redistribuite per migliorare il servizio - spiega Sbrana -. Nel periodo pre-Covid avevamo studiato gli interventi da mettere in campo, superati però con la pandemia. Abbiamo chiesto di mettere a disposizione quelle risorse per far fronte a tutte le spese che abbiamo sostenuto in questi mesi per adeguare il servizio alle norme per il contenimento del Covid». Centinaia e centinaia di euro investiti per dispositivi di protezione e sanificazioni delle auto a fronte di una richiesta del servizio calata del 95%.
«Il Comune - aggiunge Sbrana - si era impegnato a mettere subito a disposizione 30mila euro, ma a distanza di cinque mesi e nonostante le richieste le risorse non sono ancora state distribuite». L'incontro con l’assessore è servito a tracciare una sorta di cronoprogramma che la settimana prossima si concretizzerà in un primo incontro per cercare di superare anche alcuni intralci burocratici. «Attendevamo qualche risposta più concreta - conclude Sbrana - per una categoria che a Pisa impiega 76 persone e che, nonostante tutte le difficoltà di questo periodo, continua a garantire giorno e notte un servizio pubblico». —
danilo renzullo
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