Il presidio
Maxi contagio nella Rsa, positivi 35 ospiti e 6 suore: scatta il controllo dell’Asl
marina di pisa
Il primo caso con degente malmesso, diagnosticato dalla guardia medica come semplice influenza, è quello che in gergo si chiama paziente zero. Che clinicamente sia andata davvero così non c’è un riscontro certo.
Di sicuro nell’istituto Padre Agostino da Montefeltro la situazione aggiornata a ieri pomeriggio era quella di 35 ospiti positivi su 40 e almeno 6 suore contagiate. Qualche ospite continua ad avere una febbriciattola che oscilla intorno ai 37 gradi di temperatura. Nulla che al momento allarma la struttura.
L’Asl, però, dopo la comunicazione di un contagio dilagante ha preso in mano la situazione e con una presenza costante di medico e infermieri ha avviato un monitoraggio della Rsa.
Nel conto dei pazienti a cui il Covid ha fatto visita ce n’è purtroppo anche uno che non ce l’ha fatta.
Il virus si è infilato nei suoi polmoni e ha iniziato a usurare un fisico già debilitato. Il ricovero in ospedale è diventato solo l’ultima tappa di un calvario iniziato nel centro per anziani di Marina di Pisa. Un focolaio che è tutt’altro che sotto controllo.
«Avevamo avuto un’ospite che non stava bene – spiegano dalla struttura –. Chiamammo la guardia medica e dopo averla visitata disse che era influenza e che non dovevamo preoccuparci». Il guaio, non ancora esploso in tutta la sua deflagrazione contagiosa, fu che l’ospite continuò a stare male e a peggiorare.
Il passaggio successivo fu il ricovero in ospedale con la visita al pronto soccorso dopo la quale l’anziana fu certificata paziente Covid.
E a quel punto negli ambienti della Rsa il coronavirus aveva già attecchito con gli effetti che la cronaca dimostra ogni giorno essere purtroppo anche letali.
«Le nostre consorelle positivi si trovano in un’ala dell’edificio al sicuro – sottolineano dall’istituto –. E anche gli ospiti sono in isolamento nelle loro camerette dove ricevono cure e cibo con un’assistenza continua. Il personale, almeno una dozzina, è arrivato da fuori, da altri centri, per sostituire le consorelle contagiate».
La situazione che si è creata nell’istituto sta tenendo in apprensione i familiari degli ospiti. Un decesso è il tributo estremo pagato nella guerra al coronavirus.
Ora la schiacciante presenza dei positivi sul resto della platea di anziani e anziane fa preoccupare le famiglie che chiedono e pretendono informazioni dalla struttura.
Il coinvolgimento diretto dell’Asl da una parte rassicura, ma dall’altra non può essere la risposta che fa stare sereni i familiari sulle condizioni degli anziani, quasi tutti con acciacchi pesanti. E che ora il virus rende ancora più vulnerabili. —
pietro barghigiani
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