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Pisa

l’incontro 

Da Camp Darby una targa al Comune di Pisa

Da Camp Darby una targa al Comune di Pisa

La consegna da parte del deputy Chartier alla vicesindaco Bonsangue «per lo spirito di collaborazione dimostrato in questi anni»

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PISA

Nei giorni scorsi il deputy di Camp Darby, Robert J. Chartier, ha fatto visita a Palazzo Gambacorti al vicesindaco di Pisa Raffaella Bonsangue.

Nel corso dell’incontro, definito dall’amministrazione comunale in una nota «dai toni cordiali», il rappresentante di Camp Darby ha donato una targa di ringraziamento ed apprezzamento nei confronti del Comune di Pisa «per lo spirito di collaborazione dimostrato in questi anni nei confronti della base americana e per i buoni rapporti stretti tra le due istituzioni».

A ritirare la targa il vicesindaco Bonsangue, che dice: «È stata una visita a sorpresa e molto gradita quella del deputy Chartier. Camp Darby rappresenta una realtà importante e strategica nell’ambito della sicurezza nazionale ed internazionale: anche per questo da parte nostra abbiamo ribadito la piena disponibilità nel rafforzare e migliorare i rapporti e la collaborazione con il Comune di Pisa».

Nello specifico, il deputy ha rimarcato alcuni aspetti che stanno a cuore al Comando di Camp Darby: «I militari hanno alcune esigenze che da un proficuo e sinergico rapporto con le istituzioni locali, non solo il Comune, e regionali possono trovare soluzioni a vantaggio delle comunità, per garantirne la sicurezza e la tutela».

L'installazione militare è posta alle dipendenze del Comando Usa sito nella Caserma Ederle di Vicenza. La base deve il suo nome al brigadiere generale William O. Darby, fondatore del Corpo dei Rangers, su modello dei commando britannici, ucciso da artiglieria nemica il 30 aprile 1945 sulle rive del lago di Garda. La piazza principale di Camp Darby è dedicata alla memoria del soldato scelto Masato “Curly” Nakae, che combatté durante la seconda guerra mondiale nelle vicinanze di Pisa con il 442º Regimental Combat Team ed il 100º Battaglione di Fanteria, composto da giapponesi naturalizzati americani, detti Nisei, guadagnandosi la Medal of Honor per i suoi atti eroici. —

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