Il presidio
Assistenza in rsa, il Sant’Anna dà i voti alle strutture
L’indagine, relativa a una situazione “pre Covid” ha rilevato indicatori di qualità buoni per la gran parte degli istituti
PISA
Il Laboratorio Mes Management e Sanità dell’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa ha presentato i risultati della valutazione della performance delle Residenze Sanitarie Assistenziali (rsa) per anziani per capire la qualità delle strutture nel 2019, anno “ante Covid-19”.
Circa 100 le strutture della Regione che hanno partecipato in maniera volontaria (per il triennio 2018-2020), al sistema di valutazione delle performance sviluppato dal Laboratorio Management e Sanità dell’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant’Anna. La responsabile scientifica del progetto è la ricercatrice Sara Barsanti, coadiuvata da un gruppo di collaboratori del Laboratorio Management e Sanità. «È un argomento – commenta Sara Barsanti - di particolare significato in questo momento legato alla pandemia Covid-19. Cosa succede agli anziani una volta che diventano residenti di queste strutture? Come garantire il governo e la verifica dell’assistenza, quando il sistema sanitario si affida ad altri soggetti gestori? Discutere sulla qualità è un tassello imprescindibile per una migliore gestione e governo dei percorsi assistenziali sociosanitari, attraverso il “performance management”».
I risultati del 2019 mostrano una assistenza mediamente buona per la maggior parte delle 100 rsa valutate. «A livello medio toscano, infatti, non risultano indicatori nella fascia rossa e pochissimi sulla fascia arancione - spiega in una nota la Scuola S. Anna - . Ad esempio, con riferimento all’organizzazione dei servizi assistenziali, tra i quali la predisposizione del Piano assistenziale individuale, le attività ricreative e la gestione delle scale di valutazione dei bisogni degli assistiti si rilevano performance molto buone in quasi tutte le 100 rsa».
Gli esiti dell’assistenza che sono valutati, ad esempio, attraverso le cadute in struttura mostrano risultati in media buoni, con situazioni sensibilmente più critiche in alcune rsa. La valutazione ha però sottolineato un netto miglioramento delle cadute con esito importante (ricovero, accesso al pronto soccorso o morte dell’assistito) che dal 14 per cento scende al 10 per cento di assistiti nell’anno, con cadute di questo tipo. Molto buoni anche gli indicatori che monitorano le ulcere da pressione insorte in struttura, dove le percentuali sono assai basse (inferiori al 10 per cento degli assistiti in un anno) e continuano a diminuire nel tempo. Non soltanto: in oltre il 60 per cento dei casi le ulcere migliorano nel tempo.
Indicatori fondamentali anche in previsione dei risultati del 2020 e della gestione della pandemia o di qualsiasi altro tipo di infezione, sono quelli legati alla copertura vaccinale antinfluenzale. In oltre l’80 per cento degli assistiti è stato somministrato nel 2019 il vaccino antinfluenzale, percentuale buona se si confronta con la media degli anziani che non risiede in struttura. Si tratta di un dato, sottolinea il gruppo di ricerca, che comunque può e deve migliorare ancora. Più critica invece appare la copertura dello stesso vaccino sugli operatori: meno di un operatore su 3 si è vaccinato nel 2019. Di sicuro, l’emergenza ha segnato un cambio culturale su questa abitudine e i ricercatori si attendono grandi miglioramenti sull’indicatore dal 2020.
Altro tema importante che segna un migliore governo della qualità è la formazione degli operatori. Il dato a livello regionale ha performance non brillanti, ma è in costante aumento e miglioramento nel tempo. E’ così dovrà essere per il 2020 e gli anni a seguire, sottolinea il gruppo di ricerca.
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