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Daino contro automobile: 5mila euro di danni

Carlo Venturini
L’auto dell’infermiera dopo l’impatto con il daino
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L’auto dell’infermiera dopo l’impatto con il daino

La disavventura di un’infermiera del reparto Covid dell'ospedale Cisanello a Pisa. Il legale: "Nessun risarcimento dagli enti coinvolti"

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PISA. Uno schianto all’alba contro un grosso daino, la macchina distrutta, tanta paura, ma l’infermiera del reparto Covid di Cisanello a Pisa è entrata in servizio lo stesso. Nessun risarcimento però da parte di Regione, Provincia ed Ente Parco. Il motivo? C’è un cartello che avverte del pericolo di attraversamento animali. L’incidente è avvenuto tra l’ingresso di Camp Darby e la rotatoria che da San Piero a Grado fa immettere sulla Pisorno. L’infermiera di 49 anni, residente a Tirrenia, si è recata comunque in reparto. Come se non bastasse, con l’auto fumante e distrutta, si è vista negare l’intervento del 113 «perché l’animale non ostruiva la carreggiata».

Quindi ha dovuto aspettare l’intervento dei carabinieri di Tirrenia che si sono precipitati sul posto almeno per verbalizzare e constatare che l’infermiera andava ad un velocità molto inferiore al limite dei 70 km orari. L’avvocato della sfortunata donna, Frida Scarpa, si fa portavoce della frustrazione della sua assistita e dice: «Abbiamo chiesto un risarcimento dell’ingente danno a tutti gli enti preposti ottenendo come risposta che c’era un cartello che segnalava il pericolo». L’avvocato aggiunge: «Basta segnalare la presenza di un pericolo per esonerarsi da tutto? Il daino è sbucato dal bosco, è balzato sulla carreggiata da un fosso. Immaginatevi di essere alla guida e di trovarvi nella stessa situazione. E se la mia assistita fosse stata in scooter saremmo qui a raccontare una storia ben diversa».

«Quella zona va recintata - continua Scarpa -. Ma gli enti preposti si arroccano comodamente dietro la giurisprudenza della Cassazione che parla di cartellonistica. In realtà c’è zona e zona e va valutato di volta in volta». Di incidenti da attraversamento di fauna selvatica in quella zona, così come sulla Bigattiera e sul viale D’Annunzio, ne avvengono con troppa frequenza.

L’infermiera «forse aveva avuto un colpo di frusta - aggiunge - ma non abbiamo voluto calcare. Sicuramente è rimasta scioccata e quella strada la deve percorrere ogni mattina per andare a Cisanello con lo stress di quanto accaduto e con un altro tipo di pressione psicologica, ovvero andare a lavorare in un reparto Covid». Sul piatto rimangono lo choc e quei 5mila euro di danno che rappresentano più di tre mensilità dell’infermiera. «Oltre a tutto ciò, resta quell’amaro in bocca e quella frustrazione per chi viene definito a parole un eroe, ma poi al massimo le arriva una pacca sulla spalla. Nessuno degli enti citati si è voluto neppure sedere per un confronto» .
 

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