Italia
Riciclaggio dei soldi della camorra, pentito conferma
Pisa: il testimone ha riconosciuto la foto di uno degli imputati ai quali ha detto di aver consegnato denaro sporco “da ripulire”
PISA. Sentito un altro collaboratore di giustizia al processo per fare luce sul riciclaggio di soldi della camorra che, secondo la Procura distrettuale antimafia di Firenze, sarebbero passati da alcune attività commerciali di Viareggio, Tirrenia e San Giuliano Terme. Undici gli imputati, accusati di riciclaggio (soldi della camorra frutto di spaccio ed estorsioni) bancarotta e intestazione fittizia di beni.
Davanti al collegio penale, presieduto dal giudice Guido Bufardeci, a uno dei testimoni dell’accusa, il collaboratore di giustizia uscito da poco dal programma di protezione, è stato chiesto di effettuare un riconoscimento fotografico di uno degli imputati. Il testimone ha riconosciuto Salvatore Righi, uno degli imputati, che per un anno, alla fine degli anni Novanta, ha fatto una breve apparizione alla presidenza del Ponsacco calcio, cugino di Espedito Parisi, 55 anni di Tirrenia, che secondo il pm della Dda fiorentina Giulio Monferini, da quanto era emerso dalle indagini di alcuni anni fa, sarebbe tra i riciclatori dei soldi del clan Contini di Napoli. Ma il riconoscimento si riferisce a fatti avvenuti 37 anni fa relativi a una vecchia vicenda già chiusa dal punto di vista giudiziario. E cioè al sequestro del gioielliere Presta, avvenuto nel 1983, e al riciclaggio dei proventi del riscatto.
Da tempo varie Procure hanno messo gli occhi sulle operazioni messe in atto dai riciclatori del clan Contini e più volte sono state ipotizzate infiltrazioni in più settori, compreso il mondo dello sport. Oltre a quello del commercio, avvenuto attraverso l’acquisto di ristoranti e bar. L’accusa mira a fare emergere i collegamenti di Righi con personaggi legati ai clan in particolare attraverso le attività messe in piedi da quest’ultimo tra Pisa, Marina di Pisa, San Giuliano e Viareggio. Il processo è stato aggiornato a metà novembre.
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