Polizia municipale, Alberto Messerini è il nuovo comandante
Era già il vice in carica, è stato scelto dal sindaco dopo una lunga selezione cominciata dieci mesi fa
PISA
È Alberto Messerini il nuovo comandante della Polizia municipale di Pisa. Già vicecomandante in forza al Corpo che ha sede alla Sesta Porta, è stato nominato dal sindaco Michele Conti come atto finale della procedura di selezione indetta all’inizio dell’anno.
Il sindaco dispone, si legge nell’atto di nomina, «di conferire al dottor Alberto Messerini l’incarico di dirigente comandante della Direzione “Polizia Municipale - Sicurezza Urbana” a decorrere dal giorno 1° novembre fino alla scadenza del mandato amministrativo in corso, salvo eventuali e futuri provvedimenti di riorganizzazione». Contestualmente «cesserà l’incarico dirigenziale ad interim della direzione sopracitata al dottor Giuseppe Bacciardi conferito con proprio atto n. 19/2020 ».
Riguardo alle motivazioni che hanno portato alla scelta «preso atto dei curricula e dei colloqui effettuati» il sindaco «ha ritenuto di individuare nel dott. Alberto Messerini il candidato maggiormente rispondente ai requisiti richiesti tenuto conto della sua professionalità nel settore della Polizia municipale maturata anche nell’ambito del territorio del comune di Pisa».
Nato a Pontedera l’8 giugno 1964, Messerini, laureato in giurisprudenza, ha iniziato la sua carriera come agente per il Comune di Fucecchio, diventando poi comandante a Calcinaia, vice comandante del Corpo Unico di Polizia Locale dell’Unione Valdera e comandante a Campiglia Marittima.
La carica di comandante era rimasta vacante dopo le scelta di Michele Stefanelli di lasciare diventando responsabile del servizio di Polizia Locale dell’Unione Parco Alta Valdera.
La procedura di selezione pubblica era stata avviata nello scorso gennaio. In 45 avevano fatto domanda per diventare il nuovo comandante. Dopo la fase istruttoria erano rimasti in corsa in 25 e poi, dopo un’ulteriore scrematura, in 13. Oltre alla laurea, per partecipare alla selezione era richiesta, tra l’altro, un’esperienza almeno quinquennale in ruoli dirigenziali in enti pubblici o aziende private o esperienze lavorative almeno quinquennali in amministrazioni statali o nei vari settori della ricerca della docenza universitaria, delle magistrature e dei ruoli degli avvocati e dei procuratori dello Stato. —
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