Il Tirreno

Pisa

Movida, caso Pisa in prefettura: «Pronti a misure restrittive»

V.L.

A Pontedera Franconi “offre” nuovi spazi per tavoli e sedie Giglioli verso lo stop alla Mostra mercato del tartufo

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pisa

Le perplessità sulle misure da mettere in campo per il contenimento del contagio da Covid-19 non mancano neppure in provincia di Pisa. I sindaci, che appaiono e scompaiono dall’ultimo Dpcm con la volontà, forse, di affidare loro l’onere di imporre limitazioni alla movida, non hanno gradito la mossa del premier Conte. Ma tant’è. E la patata bollente, almeno a Pisa dove il fenomeno movida non va di pari passo con comportamenti responsabili, resta comunque in mano al primo cittadino, Michele Conti, che domani sottoporrà la questione al tavolo di confronto con al Prefettura: «Ai bimbi di 7 anni si impone la mascherina e il distanziamento a scuola e poi mettiamo a rischio la scuola e le attività produttive perché c’è chi vuole andarsi a bere una birra senza rispettare le regole - afferma - . Su questo chiederò al questore e al prefetto di intervenire pesantemente e sono pronto ad adottare i provvedimenti che saranno necessari. La priorità sono attività produttive, industrie, scuola, università, i nostri centri di ricerca: non possiamo tornare a chiudere tutto. E non possiamo rischiare che questo accada perché schiavi di soggetti, prevalentemente giovani che arrivano dalle città e dalle province vicine, che vogliono farsi una bevuta. Gli stessi che stanno mettendo in difficoltà per mancanza di responsabilità gli ospedali e le associazioni di volontariato». Conti, poi, non risparmia critiche sul governo e il Dpcm: «Da parte del governo mi sarei aspettato un quadro dettagliato di misure e interventi per gestire l’emergenza Covid sul territorio e, soprattutto, delle risorse per aiutare categorie e attività su cui questo nuovo provvedimento impatterà in maniera fortemente negativa. Invece niente di tutto questo. Non è chiaro neanche quali poteri siano lasciati a chi governa città e territori».

qui pontedera

Sul piano operativo a rispondere al divieto di somministrare alimenti e bevande al banco (ma solo al tavolo) dalle 18 è il sindaco di Pontedera Matteo Franconi. «Nel nostro pacchetto “Open Pontedera” - spiega il primo cittadino - avevamo già prevista la possibilità per le attività di richiedere il suolo pubblico gratuitamente fino ad un massimo di 80 metri quadrati. In ragione delle nuove disposizioni del Governo, con il medesimo obiettivo di sostenere la resilienza del nostro tessuto economico e cittadino tutelando al contempo la salute individuale e collettiva, ho firmato una ordinanza che prevede la possibilità di estendere l'occupazione del suolo pubblico fino a 100 metri quadrati per consentire agli esercizi di somministrazione di organizzare più e meglio il consumo al tavolo».

qui san miniato

Movida senza limitazioni, salo quelle da decreto, anche a San Miniato. «Al di là delle posizioni dei sindaci rispetto all’ultimo decreto - spiega il primo cittadino Simone Giglioli - quello che posso osservare è che il divieto di somministrazione al banco ha già prodotto risultati e nei luoghi della movida sul nostro territorio non si sono registrate nell’ultimo fine settimana situazioni di criticità». L’amministrazione sanminiatese, peraltro è alle prese con un’altra decisione cruciale: la cancellazione dell’edizione 2020, la cinquantesima, della Mostra mercato del tartufo. E a pesare sarebbero, al momento, più le ragioni dello stop. Farla significherebbe, come spiega il sindaco, accontentarsi di una edizione ridotta, con rischio assembramenti all’esterno dell’area della manifestazione e comunque una generale incertezza rispetto alla possibilità effettiva di poter garantire lo svolgimento della manifestazione. Niente toglie che un prossimo decreto a firma Conte possa definitivamente negare questa possibilità. «Entro una settimana - assicura comunque Giglioli - una decisione verrà presa». —

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