Italia
Rientrate negli appartamenti le venti famiglie fatte evacuare
Gli interventi di messa in sicurezza sono serviti a ottenere l’ok dei vigili del fuoco. Rabbia dei residenti del palazzo Apes: «Da anni denunciamo l’assenza di lavori»
PISA. La preoccupazione resta. E anche un po’ di paura. Ma da venerdì pomeriggio le venti famiglie che giovedì sono state fatte evacuare dal palazzo di via Pungilupo ai civici 47 e 49 hanno potuto fare rientro nei loro appartamenti.
Dopo gli interventi dei vigili del fuoco e di un tecnico incaricato dall’amministratore del condominio è arrivato il nulla osta per ritornare in casa.
L’edificio ha una proprietà mista, in parte alloggi popolari gestiti da Apes e in parte abitazioni private. Spiega l’assessore alla Protezione civile Raffaele Latrofa: «Sono andato a constatare di persona l’accaduto e mi sono adoperato affinché le persone che erano state evacuate potessero essere sistemate per la nottata: le famiglie che avevano parenti o amici che li potessero ospitare si sono organizzate autonomamente, mentre 5 nuclei familiari sono stati ospitati a carico del Comune presso l’Hotel Duomo».
L’Apes – aggiunge l’assessore alle politiche sociali e abitative Gianna Gambaccini – si è prontamente attivata. Abbiamo verificato che fra le famiglie evacuate solo una era seguita dai sevizi sociali ma non necessitava di aiuto per l’albergazione provvisoria perché avevano trovato ospitalità dai propri familiari. Purtroppo agli alloggi popolari in città per anni è mancata una manutenzione seria e profonda e questo dato salta agli occhi al verificarsi di ogni emergenza. Consapevoli di ciò, da alcuni mesi abbiamo avviato una ricognizione di tutto il patrimonio Erp».
Tra i residenti la rabbia è un sentimento diffuso. Rabbia e amarezza per sentirsi abbandonati da anni. Gli inquilini delle palazzine non le mandano a dire. «Sono anni che denunciamo ad Apes e all’amministratore il degrado degli appartamenti. Ci piove in casa da sempre – denuncia Maoual Mohamed – ho chiamato decine e decine di volte ma qui tutti se ne fregano. Al massimo ogni tanto rimediano con qualche toppa – aggiunge un altro comdomino – casa mia è marcia. Dal terrazzo filtra l’acqua in salotto e dalla finestra del bagno cadono i calcinacci».
Una situazione al limite dell’agibilità. Esplosa con il crollo da un solaio. Tutti in strada, sotto la pioggia battente senza saper cosa fare o dove andare. Il pensiero di molti per gli animali rimasti in casa. «Ho avuto tanta paura – racconta Cristina in lacrime – è stato uno shock. Mi riposavo dal lavoro e hanno suonato il campanello. Erano i vigili del fuoco. Mi hanno detto di prendere veloce due cose e scendere giù perché la struttura non era sicura. Ero sola a casa, mio figlio e mio marito non c’erano, solo Trilly che però ho dovuto lasciare su. È stato un incubo. Ho pensato qui cade tutto». A dare l’allarme Lucia Bellini: «Non è la prima volta che cadono pezzi di intonaco davanti al mio stanzino. Bastavano due gocce d’acqua che il locale si allagava. Ma quando ho visto tutti i calcinacci a terra mi sono spaventata. Ho chiamato subito l’amministratore ma non mi ha risposto. Ho telefonato ai vigili del fuoco che in poco tempo sono arrivati e ci hanno fatto evacuare».
Aggiungono altri residenti: «Tutti i mesi paghiamo un condominio ma le magagne sono sempre le stesse. Durante il lockdown siamo stati con le fughe di gas perché nessuno poteva ripararle».
«Non siamo dei pezzenti. Vogliamo ritrovare la nostra dignità e serenità. Dal ’99 abito qui ed è sempre peggio - racconta la settantacinquenne Valeria - Stanotte siamo andati a dormire a Livorno dal fidanzato di mia figlia. Non meritiamo di vivere così». Travi e puntelli a croce a sostegno del soffitto in parte crollate. Soluzione provvisoria per consentire agli inquilini di tornare nelle loro case. —
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