Il Tirreno

Pisa

inchiesta sulla pedopornografia 

Scatta la sospensione dal lavoro per l’impiegato finito in cella

p.b.

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PISA

È stato avviato il procedimento disciplinare con la sospensione cautelare dal servizio per l’impiegato dell’ente pubblico arrestato con l’accusa di detenzione e diffusione di materiale pedopornografico.

Rinchiuso in una cella del Don Bosco in isolamento, il 44enne residente nell’hinterland pisano è rimasto in silenzio davanti al giudice ch ha convalidato l’arresto sulla base delle accuse messe insieme dalla Dda di Catania nell’operazione “Scacco matto” con venti indagati, di cui tre arrestati.

L’impiegato amministrativo è stato portato in carcere giovedì mattina. Non ha fatto in tempo neanche ad andare in ufficio. I colleghi e superiori lo hanno aspettato senza ricevere comunicazioni, neanche dalla moglie. Stesso silenzio anche per tutta la giornata di venerdì.

Poi il clamore della notizia e le informazioni acquisite dai colleghi di lavoro e dai responsabili del settore in cui lavora il 44enne, hanno chiarito la causa delle assenze all’apparenza ingiustificate.

In attesa di ricevere, come datore di lavoro, gli atti della Procura, l’ente ha fatto partire come prassi di legge le procedure disciplinari per sospendere dal servizio il 44enne. Un fronte parallelo a quello penale che seguirà nel suoi esiti l’andamento del procedimento.

Gli agenti sotto copertura si sono finti pedofili e hanno assecondato scambi e commenti. Fino ad arrivare ai venti indagati, tutti uomini, dalle doppie vite. All’ impiegato pisano, ritenuto uno dei più attivi nella chat, hanno sequestrato circa 2mila tra foto e video pedopornografici. Come immagine del profilo Facebook un messaggio contro la pedofilia. —



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