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Pisa

operazione “scatto matto” 

Pedofilia, ora si cercano i complici dell’impiegato

p.b.
Pedofilia, ora si cercano i complici dell’impiegato

Gli investigatori della polizia postale stanno analizzando il materiale sequestrato (duemila tra foto e video) trovato su cellulare e computer

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Fermato il giro di scambio e diffusione di video e foto pedopornografiche, gli investigatori della polizia postale sono alle prese con l’analisi del materiale sequestrato al 44enne impiegato pubblico pisano arrestato nell’inchiesta “Scacco matto” della Dda di Catania. La posizione dell’uomo sarà seguita dalla Direzione distrettuale antimafia di Firenze, competente per territorio. L’impiegato è in isolamento al Don Bosco ed è rimasto in silenzio durante l’interrogatorio di convalida dell’arresto.

Tra cellulare e pc gli hanno trovato almeno 2mila immagini e video in cui bimbi e bimbe sono coinvolti in situazioni hard con adulti. Un mondo parallelo e oscuro ignorato dalla moglie (la coppia ha diversi figli), rimasta senza parole e sotto choc al momento dell’arrivo dei poliziotti nell’abitazione nell’hinterland pisano.

L’attività degli investigatori, in possesso di telefonino e pc, è ora quella di capire se ci sono altri utenti della chat pedopornografica in provincia.

Il materiale a disposizione è vasto e servirà tempo per decifrare messaggi e codici in uso nella comunità pedofila per commentare e proporre lo scambio di filmati e foto con bimbi e anche neonati in scene sessuali e di sadismo esplicito.

L’impiegato scambiava video e foto con altri appassionati. E commentava situazioni e fantasie sessuali sui bimbi. Faceva parte di una chat attiva su Telegram in cui avveniva il passaggio del materiale attraverso un serve russo. Per l’accortezza con cui si muoveva e per il volume di immagini e video trattati, l’impiegato viene ritenuto un personaggio di alto livello nell’ambiente della pedopornografia. Molti utenti, una volta entrati in contatto tra loro, si spostavano su altre piattaforme virtuali ritenute più sicure, con sistemi di anonimizzazione (Tor, Vpn) e servizi di messaggistica crittografata, iniziando così a scambiarsi foto e video di natura pedopornografica, catalogati in base a criteri di età, sesso ed etnia, «con raccapriccianti abusi di minori, anche neonati, vittime di pratiche di sadismo». —



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