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Piccoli e determinati: la carica dei 120 under 10 per il pianeta
Il corteo dei Fridays for Future fa tappa a Sant’Ermete dagli alunni della primaria Don Milani, in prima linea per difendere l’ambiente
pisa
I volti sorridenti dietro la mascherina, la gioia di poter stare insieme per dire: «Salviamo la Terra».
Ieri mattina ad attendere gli attivisti dei Fridays For Future di Pisa, di nuovo tornati in piazza in occasione del sesto sciopero globale per il clima, c’erano le 5 classi della scuola elementare Don Milani, nel quartiere di Sant’Ermete. Questa l’ultima tappa di un percorso che da piazza XX Settembre ha portato il gruppo dei Fridays nelle strade di Pisa, biciclette alla mano, fino all’istituto “presidiato” dai circa 120 bambine e bambini che hanno manifestato nelle vie vicino alla scuola.
Cartelloni e striscioni, oppure vocali e consonanti realizzate con materiali riciclati. A modo suo ogni classe ha lasciato spazio alla creatività per comporre, lettera dopo lettera, il proprio appello: «Sosteniamo la natura, noi possiamo avere un futuro». Un messaggio importante, soprattutto se a dirlo è chi si vedrà consegnare un mondo devastato dall’inquinamento e dalla crisi climatica. «Siamo tanto contenti e anche emozionati», ammettono Diego, Marta, Beatrice e Mirko della quarta e quinta sezione, mentre spiegano come hanno realizzato le lettere sulle proprie magliette (che conserveranno): «Prima abbiamo portato in classe le maglie scure, poi ci abbiamo attaccato sopra sacchetti della spazzatura, tappi, spille, mascherine già usate, sacchetti dei fazzoletti vuoti: tutta plastica portata da casa e riciclata». Alle spalle c’è il lavoro didattico e multidisciplinare svolto nelle aule sul tema ambientale, ormai parte del curriculum della scuola primaria. «L’argomento ha una forte risonanza e tanti bambini sono già informati su questo», spiega il maestro Luca Randazzo. «In classe facciamo ricerche, cerchiamo di capire come funzionano i cambiamenti climatici. È un lavoro scolastico che ha anche una ricaduta nell’azione, perché i bimbi si sentono parte di questo movimento e quindi vogliono contribuire».
E l’impegno è stato molto apprezzato dai Fridays, che hanno letto magliette e cartelloni una volta arrivati in sella alle biciclette: «Dopo la manifestazione in centro abbiamo deciso di raggiungere i bambini e le bambine della scuola di Sant’Ermete, una parte importante e attiva del nostro movimento che per le restrizioni anti-Covid non poteva raggiungerci», spiegano alcuni membri dei Fridays, che ribadiscono: «Manifestare per il clima è la priorità, c’è bisogno di un cambiamento radicale dell’intero sistema. I soldi del Recovery Fund non devono finire in mano ad aziende inquinanti, a produttori del fossile o di armamenti». Per indicare concretamente i soggetti coinvolti il corteo si è fermato di fronte a Intesa San Paolo, a due catene di supermercati e all’Energy Store di Eni. «Le principali banche avranno il ruolo cruciale di poter scegliere di non finanziare attività inquinanti. Il lockdown ha invece evidenziato la dipendenza per l’approvvigionamento alimentare dal sistema della grande distribuzione, dannoso per l’ambiente. La ripartenza dovrebbe portare altre alternative. C’è poi la retorica di Eni, che in risposta alla nostra attività ha inventato una narrazione fintamente tinta di verde, non supportata dai fatti. Gli investimenti sul petrolio andranno avanti per anni, mentre quelli sulle rinnovabili sono meno del 10%». —
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