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La piscina non riapre Il Comune chiede garanzie per gli utenti
Si tratta per assicurare i rimborsi a chi aveva già pagato L’assessora Paolicchi: «Ma l’obiettivo è riaprire presto»
san giuliano
La chiusura a marzo causa Covid e conseguente lockdown non aveva fatto piacere ma era, ovviamente, inevitabile. La mancata riapertura a giugno, con l’estate alle porte, era tutto sommato comprensibile. Ma quando è arrivato settembre in tanti hanno cominciato a domandarsi cosa stava accadendo alla piscina comunale di San Giuliano Terme. Soprattutto quelli che, avendo pagato abbinamenti mensili, trimestrali e in alcuni casi anche di durata superiore, non avevano usufruito dei servizi e neppure riavuto indietro i soldi già pagati al gestore: la società Acquasport Ssd Arl di Terni. In tanti hanno quindi cominciato a chiedere spiegazioni tramite telefonate, mail, messaggi sui social alla società di gestione della piscina. Risposte? Nessuna. E così a squillare in cerca di spiegazioni e suggerimenti sul da farsi, almeno sul come recuperare le cifre pagate per servizi mai fruiti, sono stati i telefoni del Comune. Che proprio in questi giorni sta mettendo appunto una exit strategy: riuscire a “liberare” il vecchio gestore dal contratto siglato per la piscina (a fronte di una risoluzione unilaterale dello stesso), tutelare i cittadini che hanno pagato restituendo loro i soldi, riaprire in tempi rapidi l’impianto natatorio.
Obiettivi complicati ai quali, ormai da diversi mesi, sta lavorando l’assessora allo sport del Comune di San Giuliano Roberta Paolicchi. «La questione è nota e la stiamo seguendo da vicino – spiega –. Non intendiamo lasciare soli i cittadini e ci stiamo adoperando per trovare i soldi necessari a restituire il costo degli abbonamenti mai fruiti. E c’è anche la ferma volontà, da parte del Comune, di andare alla riapertura della piscina rapidamente».
Resta l’amarezza degli utenti, che, in molti casi, stufi di richieste senza risposta da parte del gestore dell’impianto, si dicono pronti a dare battaglia. La società aveva assicurato, all’indomani della chiusura di marzo che «gli abbonamenti sarebbero stati “congelati” e riattivati alla riapertura», scrivono alcuni degli ormai ex utenti. «Ciò nonostante, i clienti apprendevano solo dai quotidiani che la società aveva risolto unilateralmente il contratto di gestione della piscina di San Giuliano Terme – si legge nella lettera all’amministrazione comunale di una delle vittime del mancato rimborso –. Mancando ogni tipo di comunicazione ai clienti sui comuni canali social abbiamo provveduto a inviare una raccomandata con la richiesta di rimborso ma, purtroppo, questa risulta in giacenza presso l'ufficio postale di Terni 2 dal 17 settembre, senza che la società abbia provveduto al ritiro. Tenuto conto che un comportamento di questo tipo lede i numerosi clienti, causando loro un danno economico di circa 150 euro ciascuno, che la società concessionaria si sta indebitamente appropriando di somme di danaro versate per un servizio mai reso e che un simile atteggiamento danneggia anche l'immagine del Comune, chiedo di intervenire in maniera incisiva, attraverso l'apertura di una vertenza legale a tutela dell'immagine del Comune (dello Stato) e dei propri cittadini, anche tenendo conto che (a quanto risulta) le numerose convocazioni inoltrate dall'amministrazione di San Giuliano Terme sono rimaste lettera morta, segno evidente della poca serietà della società concessionaria e della sua volontà di non risolvere la questione. Si chiede inoltre di comunicare tutti gli estremi (qualora diversi da quanto riportato sulle ricevute) della società deputati al rapporto con il cliente, in modo da poter far valere le nostre ragioni». —
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