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Pisa

lotta al degrado 

Rimozione sulle mura delle scritte vandaliche

sara venchiarutti
Rimozione sulle mura delle scritte vandaliche

Addetti impegnati nel ripristino lungo via del Brennero e in largo San Zeno: costo complessivo di 3.500 euro

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PISA

Continuano in città le operazioni di rimozione delle scritte vandaliche sugli edifici storici e non della città. Ieri mattina è toccato agli imbrattamenti che deturpano le mura medievali: uno sul tratto lungo via del Brennero, l’altro in largo San Zeno verso via Battelli, dove è comparsa una frase che fa riferimento al Covid-19. Una “ferita al volto di Pisa” che pesa sulle casse comunali. Soltanto per eliminare le scritte sulle mura, spiega l’assessore all’ambiente Filippo Bedini, ci vogliono 2mila euro in un caso e nell’altro 1.500 (più Iva).

«La raschiatura di queste scritte avviene attraverso una micro-sabbiatura a base di bicarbonato di sodio per non danneggiare l’apparato murario», spiega Dario Bellini della Pulvirenti Restauri, la ditta specializzata autorizzata dalla Sovrintendenza a cui l’Avr ha affidato la gestione delle operazioni sui beni artistici.

«Poi - aggiunge - verrà fatto un risciacquo a base di acqua demineralizzata e nel caso una ritonalizzazione delle pietre danneggiate. La procedura, che comporta il trasporto di materiali pesanti, dura un paio di giorni per una scritta del genere. Una giornata per le scritte più piccole».

Intanto proseguono in centro le analoghe attività di rimozione con un programma che arriva fino a dicembre. Due i filoni d’intervento: i lavori affidati al restauratore e quelli portati avanti da Avr sugli intonaci. E si pensa già al futuro: «Dal prossimo anno nel bilancio verrà istituito un capitolo apposito di 100mila euro sul ripristino delle tinteggiature e sulla rimozione delle affissioni abusive», annuncia l’assessore.

«Questo ci permetterà di proseguire nella direzione intrapresa, “saturando” simili ferite al patrimonio cittadino con un progetto che dal centro storico si sta allargando. In più potremo trattare con dei prodotti antigraffito di pregio le zone più sensibili, dove sono avvenuti gli episodi più invasivi, come il sottopasso del Cep, ma anche il pennone sul Ponte di Mezzo oppure i semafori in piazza Garibaldi e XX Settembre. È un disincentivo vedere che il colore non attecchisce sulla superficie».

Oltre a questo, si punterà sulla tempestività degli interventi e, soprattutto, sulla sensibilizzazione al gusto del decoro.

«Non c’è migliore sentinella dei cittadini stessi», prosegue l’assessore Bedini, che conclude: «Se si prende consapevolezza che i muri possono essere puliti e che così sono ancora più belli, si innesca un meccanismo di condanna unanime della singola scritta ed un clima più ostile verso una pratica soltanto apparentemente innocua, ma che in realtà rientra nelle casistiche del penale e dimostra una mancanza di attaccamento alla città. Dall’altro lato, se l’amministrazione comunale non intervenisse, darebbe prova di trascuratezza nei confronti di una città che merita invece di essere pulita». —



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