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Morto Antonio Di Ciolo, maestro rivoluzionario della scherma italiana

danilo renzullo
Morto Antonio Di Ciolo, maestro rivoluzionario della scherma italiana

Classe 1934, ha formato intere generazioni di sportivi e “costruito” decine di campioni All’attività sportiva aveva affiancato quella letteraria

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È morto la scorsa notte, a seguito di un aggravio della malattia contro cui stava lottando, Antonio Di Ciolo, “l'anarchico” della scherma. Classe 1934, pisano, Di Ciolo è stato maestro ed innovatore della scherma. Nella sua lunga carriera ha formato intere generazioni di sportivi e “generato” decine di campioni. Ribelle ed anarchico, sulla pedana ha portato anche la sua filosofia di vita rovesciando schemi e sovvertendo ciò che la normalità aveva imposto. Presenza fissa tra le pedane dagli anni '50, ha insegnato fino al 1994 al Cus Pisa dopo aver conseguito il titolo di maestro di scherma nel 1960. Dopo il Cus, la sua carriera è proseguita al Fides Livorno e poi al Pisascherma, prima di far nascere nel 2005 il club scherma Pisa “Antonio Di Ciolo”, che quattro anni fa ha trovato casa nel quartiere de I Passi in un moderno impianto, la prima struttura sportiva di proprietà di un club nel panorama schermistico italiano. Di Ciolo è stato inoltre maestro della Nazionale, festeggiando con i suoi allievi la conquista di titoli continentali, allori iridati e medaglie olimpiche, e dal 1985 al 2000 maestro dell'allora Nazionale disabili. All'attività sportiva, Di Ciolo ha affiancato anche quella letteraria pubblicando diversi libri. Con l'ultimo, “Non perdo nemmeno se mi battono”, scritto con Roberto Scarpa e pubblicato a dicembre, ha voluto esprimere la sua “teoria anarchica del combattimento”, la “rivoluzione” nei metodi di allenamento e di insegnamento che Di Ciolo ha apportato alla scherma. —danilo renzullo

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