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la possibile vicepresidente della regione 

Nardini: avviso di sfratto alla Lega, ma ora il Pd non sprechi l’occasione

F.L.
Nardini: avviso di sfratto alla Lega, ma ora il Pd non sprechi l’occasione

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PISA

«Non rincorro gli incarichi e la scelta spetta al presidente Giani. Non considero i ruoli come traguardi personali da raggiungere, ma eventualmente come strumento in più per dare un contributo utile e concreto nel rispondere ai bisogni e risolvere i problemi delle cittadine e dei cittadini della Toscana e del territorio che mi ha eletta», dice Alessandra Nardini (Pd), la più votata in provincia di Pisa e prima donna per preferenze (oltre 15mila) in Toscana. Ora è in prima fila per un assessorato se non addirittura per la vicepresidenza della Regione.

Nardini, quale significato politico hanno avuto queste elezioni in ambito locale?

«Il voto segna una chiara ripresa del Pd e del centrosinistra ed una bocciatura sonora della destra e della Ceccardi, soprattutto a Cascina e Pisa. A Cascina, Betti è avanti e per la vittoria al ballottaggio mi spenderò senza risparmiare energie. Tra due settimane Cascina uscirà dall’inconcludenza leghista ed avrà un governo capace e progressista, poi sarà la volta di Pisa. Questa spinta arrivata dagli elettori deve darci anche una grande motivazione per rimettere in piedi il partito territoriale dopo anni di stasi e difficoltà».

Non sembra un’impresa tanto facile...

«Questo voto, a Pisa, è un avviso di sfratto alla giunta Conti, ma per renderlo esecutivo dovremo avanzare un progetto concreto per la città e mantenere il dialogo con i cittadini recuperato in parte in queste regionali. Termini come “accordi” e “patti interni” non voglio sentirli. Se pensiamo ad intese da vecchia politica al nostro interno non abbiamo capito niente e sprechiamo questo voto. A Pisa l’accordo va rifatto con i cittadini mettendo in campo idee e le energie migliori. Il mio obiettivo è spalancare porte e finestre e rendere il Pd locale di nuovo combattivo e rappresentativo».

Rivolga un appello al suo compagno di partito Mazzeo, che rappresenta l’altra ala del Pd pisano...

«Il mio appello a tutti è proprio quello di non fare appelli e mettere in campo azioni concrete per ricostruire una comunità politica e fare cose utili per i cittadini. Con Antonio, come con gli altri, ci confrontiamo e ci sono sedi adatte alle discussioni, che non sono gli appelli sui giornali».

Ma come pensa di far uscire la segreteria provinciale dal commissariamento?

«Confido nel buonsenso indotto dal messaggio di fiducia arrivato dagli elettori. Non è più consentito avvitarsi in dinamiche interne. Se vogliamo uscire dal commissariamento con uno spirito costruttivo di lunga durata bisogna in primis mettere al bando le condotte che hanno portato alle dimissioni di Fabrizio Cerri ed hanno bloccato un partito che si era appena rivitalizzato».

In città spicca la percentuale (oltre il 10) ottenuta da Sinistra Civica Ecologista...

«Un voto che rispecchia due bisogni reali: radicalità nelle scelte ed ambientalismo. Il tema dello sviluppo sostenibile è stato centrale anche nella mia campagna elettorale. Quella lista ha dato un contributo importante di cui tenere conto. Io lo farò e credo che tutto il Pd regionale debba aprire questa interlocuzione». —



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