Il Tirreno

Pisa

L’abbraccio del governatore alla sua terra «Grazie San Miniato, il merito è anche tuo»

alessandro bientinesi
L’abbraccio del governatore alla sua terra «Grazie San Miniato, il merito è anche tuo»

Visita lampo di Giani il giorno dopo il trionfo: «Qui tanta gente che mi ha tirato la volata. Grillaia? Niente discarica»

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san miniato

«E chi se lo poteva immaginare ragazzi. Primo a Pisa, primo addirittura a Cascina. Con tutta la macchina elettorale che proprio qui aveva messo in piedi Susanna Ceccardi. Merito del territorio, merito del patto con i sindaci a San Gimignano. E merito di San Miniato, la mia San Miniato. Dove è iniziata la campagna elettorale e dove sono voluto tornare a festeggiare con molte delle persone che mi hanno aiutato in questa difficile rincorsa». Eugenio Giani torna alla Rocca. Un luogo del cuore per il neogovernatore, che qui ha vissuto fino all’età di 6 anni. La mamma, Anna Caponi, la maestra del paese, morì per una malattia quando lui ne aveva 4 e così il babbo Enzo, ferroviere, chiese il trasferimento a Firenze.

Un passaggio veloce, dopo quello di Montenero e Colle Valdelsa. Ad attenderlo il “padrone di casa”, il sindaco di San Miniato Simone Giglioli. E poi Giulia Deidda (Santa Croce), Alessio Falorni (Castelfiorentino), Gabriele Toti (Castelfranco), Giovanni Capecchi (Montopoli). Giani arriva in piazza Duomo alle 14.30, l’auto blu sulla quale viaggia non fa in tempo a fermarsi. Lui è già con un piede a terra, sembra correre incontro a coloro che più gli sono stati vicini nella corsa alla presidenza della Toscana. Li abbraccia subito, stringe tante mani.

Non fosse per tutte le mascherine indossate il Covid-19 sembrerebbe un ricordo lontano. Invece la campagna elettorale, durissima, si è giocata anche su questi temi. Ma Giani vuole solo festeggiare e ringraziare. E il primissimo abbraccio è per Antonio Mazzeo, consigliere uscente riconfermato e che insieme ad Alessandra Nardini, proprio su Pisa, ha avuto un ruolo decisivo. «La chiave del successo è stato proprio il territorio ma tutto si lega al patto di San Gimignano. In quell’occasione ben 186 sindaci sui 273 toscani appoggiarono la mia candidatura. Quello, per me, fu il più importante dei sondaggi – dice Giani –. Mazzeo, Nardini e tanti altri consiglieri si sono poi scatenati ottenendo un risultato straordinario».

Non è stato, però, un voto unanime quello della Toscana. E un dato, in cui Comuni piccoli ma dal valore politico notevole, hanno fatto notizia. Ceccardi, infatti, a Chianni ha staccato Giani di quasi sei punti percentuali. A Terricciola, dove il sindaco è del Pd, addirittura del 10%. Tutto si lega, ovviamente, al caso della discarica Grillaia. Con un piano rifiuti e un piano amianto che la Regione dovrà gestire come priorità, insieme al sito di Chianni. «Ho votato l’ordine del giorno in consiglio regionale il 9 giugno che chiedeva un passo indietro rispetto al progetto approvato dalla giunta il 25 maggio scorso. Ma una cosa deve essere chiara: non farò spendere un euro alla Regione per eventuali risarcimenti alla proprietà – dice subito Giani –. Il sindaco di Chianni ha usato il logo del Comune per due appuntamenti, quelli di Ceccardi e Irene Galletti, come se fossero un volantino elettorale. Una strumentalizzazione che non mi è piaciuta. Quando questi nubi di strumentalizzazione saranno diradate tornerò a vedere le carte e i documenti. Il mio indirizzo, però, è che alla Grillaia non ci sarà attività di discariche, col tempo vedremo le varie tappe da affrontare». –



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