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la piazza leghista 

«Ceccardi sindaco dei toscani» È caccia al voto casa per casa

Valentina Landucci
«Ceccardi sindaco dei toscani» È caccia al voto casa per casa

Salvini dà la carica ai suoi mentre un gruppo di studenti lo contesta chiamandolo  addirittura “assassino”. La replica: «Applauso alla fantasia, mi fate tenerezza»

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Tra una strofa e l’altra di “Maledetta primavera” di Loretta Goggi si sentono i “vergogna, vergogna” degli studenti chiamati a raccolta dal gruppo “Scuole in rivolta - Pisa” sotto i loggiati di Borgo. Alcune decine di contestatori anti Salvini e anti Ceccardi contenuti, senza particolari momenti di tensione, dalle forze dell’ordine. Intanto dall’altra parte della strada, in Largo Ciro Menotti, Matteo Salvini si dedica al suo popolo: ci sono due ultraottantenni sotto il palco ad aspettarlo per il primo selfie (in piazza c’era un area appositamente adibita allo scopo) della mattinata pisana, appena dopo il comizio. E poco più in là due giovanissimi che, dopo lo scatto, esibiscono il cellulare come un trofeo.

Comizio e contestazione si sfiorano appena. Si “incrociano” solo quando il leader della Lega viene chiamato «assassino» e scatta la reazione. «Fate un applauso per la fantasia a ’sti ragazzi - dice Salvini - mi fate un enorme tenerezza, assassino mi mancava». Ma finisce lì. Perché non è alla protesta che Salvini pensa, ma alle ultime ore di campagna elettorale al voto da recuperare uno su uno, casa per casa, come chiede dal palco ai pisani. Lo fa consapevole del risultato storico che ha già in tasca: «Sono stanchino ma felice, per la prima volta in 50 anni la partita in Toscana è aperta, non dico che sia vinta o sia persa, ma aperta». Il passaggio sugli avversari toscani vale una citazione per un qualche manuale di fair play e spietatezza politica: «La sinistra ha commesso un errore di valutazione, pensava di aver già vinto. Pensava che in Toscana mai nella vita la gente avrebbe guardato avanti, hanno scelto un candidato, una persona degna, elegante e educata, e come premio di fine carriera, dopo non averlo mandato a Roma né avergli fatto fare il sindaco di Firenze, gli hanno detto “vai a fare governatore”. Dopo il virus per ripartire l’Italia e la Toscana non hanno bisogno di persone a fine carriera ma entusiasmo, energia e cambiamento. Susanna Ceccardi ha fatto bene il sindaco di Cascina, può fare il sindaco di tutti i toscani con una squadra di donne e uomini con le idee chiare». Il dialogo con il suo popolo spazia dal volontariato alla sanità, dalla meritocrazia - soprattutto tra i camici bianchi - alle infrastrutture «sulle quali la Regione da decenni non investe». Da Largo Ciro Menotti, affiancato dai candidati della lista della Lega, dal sindaco di Pisa Michele Conti e dal segretario della Lega, l’onorevole Edoardo Ziello, non può non chiamare in causa il governatore della Toscana uscente che a pochi metri da lui, in piazza Cairoli, ha scelto di manifestare con il movimento delle Sardine: «È stato pagato non per protestare ma per governare la Toscana». E parlando di governo proprio a Conti si rivolge: «Ha vinto Michele e governa bene e ha fatto in pochi mesi quello che gli altri promettevano da 30 anni, siamo solo all’inizio». La spallata al centrosinistra in Toscana ci sarà? «Io ho sempre creduto che la Toscana fosse contendibile - conclude -. Il Pd ha sottovalutato la partita». —

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