Il Tirreno

Pisa

«Nulla sarà facile e scontato ma lo dobbiamo ai nostri ragazzi»

Paolo falconi
«Nulla sarà facile e scontato ma lo dobbiamo ai nostri ragazzi»

L’ad di Ecofor Service, Rossano Signorini, sfoglia l’album di ricordi: «Che belli gli anni alla Pascoli e la mensa era gioia e condivisione» 

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cautela e fiducia

«Far tornare i nostri ragazzi a scuola è il vero tema portante. Perché le scuole non si devono fermare: usare cautela sì ma le aule devono tornare a popolarsi. Bisogna permettere ai nostri ragazzi di tornare a scuola. Glielo dobbiamo per il loro bene e la loro crescita». È il pensiero di Rossano Signorini, amministratore delegato di Ecofor Service che collabora con entusiasmo alla iniziativa del nostro giornale.

E prosegue: «È logico e giusto contribuire alla sensibilizzazione sul problema Covid, le distanze sociali, le mascherine. Ma è ancora più importante tornare, o cercare di farlo, a una tranquilla vita scolastica. Ne sono cosciente – osserva Signorini – che nulla sarà facile e scontato. Ma è estremamente importante che i ragazzi entrino a scuola, tornino a vedersi nelle aule, abbiamo l’opportunità di studiare insieme».

Stando a contatto con qualcun di questi ragazzi, compresi i suoi nipotini in età di scuola elementare, lo stesso Ad di Ecofor ha capito una cosa: «Erano contenti i primi giorni di “festa”, di chiusura delle scuole per l’emergenza Covid. Ma questa felicità, ho visto, che è andata scemando giorno dopo giorno, perché la tendenza a isolarsi era evidente e non rappresenta certo un bell’epilogo». Quindi tutti a scuola? «Sì tutti in classe, con attenzione ma tutti in aula. Senza fare allarmismi, ma ritrovare in questo modo una “vita sana” che iniziava a venir meno per nostri ragazzi». Che ricordi ha dei suoi anni di scuola? «Beh, direi ottimi. Ho ricordi della scuola Pascoli di Pontedera e dei suoi dintorni, quando ci si ritrovava anche fuori dall’orario scolastico con gli altri coetanei per giocare a qualunque cosa». Qualcosa in particolare? «Sono figlio unico e quindi la scuola rappresentava già qualcosa di rilevante per stare insieme agli altri. Ma ricordo con soddisfazione la mensa perché la sola idea di condividere quei momenti con gli altri mi rendeva particolarmente raggiante. Mi faceva davvero felice. E credo che questo sentimento debba prevalere anche nei ragazzi di oggi. Ecco perché è importante che si riaprano i cancelli delle scuole, torni a suonare la campanella, si ritrovi il compagno (o compagna) di banco e con lui (lei) socializzare più che mai, seppur a debita distanza». –





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