Il presidio
Querciole, la nuova rotonda bocciata dal popolo dei ciclisti
san giuliano
«La rotatoria alle Querciole, sbandierata come un intervento volto a ridurre la pericolosità dell’incrocio e quindi nell'interesse dei cittadini, in realtà è fuori norma: infatti tiene conto solo degli automobilisti, ignorando completamente la sicurezza delle bici, che col nuovo intervento subirà anzi un netto peggioramento».
Carlo Carminati referente pisano della Fiab ( Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta-Onlus) afferma che nel progetto esecutivo «non risulta previsto l’anello ciclabile, strumento fondamentale a tutela di una categoria debole della circolazione stradale, ovvero il ciclista. La rotatoria rappresenta un’evidente violazione della legge n. 366/1998 che prevede l’obbligo dell’ente pubblico, laddove si costruisca una nuova strada o si faccia manutenzione straordinaria ad una strada esistente, di dotarla di una pista ciclabile».
Non solo, a parere di Fiab Pisa la rotatoria vìola anche la direttiva comunitaria 2008/96/Ce sulla gestione della sicurezza delle infrastrutture, recepita in Italia con il Dlgs 35/2011 nonché le linee guida emesse dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che costituiscono norme di principio nel caso di strade comunali e provinciali.
«Nel documento da noi inviato il 20 maggio scorso al Comune di San Giuliano Terme, indicando una serie di interventi per garantire una mobilità sostenibile in questa fase emergenziale, al punto 8 chiedevamo espressamente: “riprogettazione della rotatoria all’intersezione tra la Sp Vicarese e via di Cisanello Ghezzano, di recente approvata. La progettazione non rispetta l’articolo 13 del codice della strada perché non prevede un anello ciclabile esterno, e va pertanto modificata sul modello della vicina rotatoria all’intersezione tra via Bargagna e via Frascani, peraltro progettata dallo stesso tecnico su incarico del Comune di Pisa. Sarebbe paradossale accingersi ad affrontare le criticità esistenti, e nel contempo crearne di nuove”. Il nostro documento non ha avuto alcuna risposta, nonostante le numerose possibilità di finanziare questo tipo di interventi già con la normativa preesistente, e a maggior ragione con la normativa emergenziale. Per tali motivi chiediamo formalmente al Comune e alla Provincia la sospensione dell’inizio dei lavori». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
