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Pioggia di esposti in Procura: "A Sant’Ermete le case cadono a pezzi"

Danilo Renzullo
Lo striscione di protesta davanti alla Procura di Pisa (foto Renzullo/Muzzi)
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Lo striscione di protesta davanti alla Procura di Pisa (foto Renzullo/Muzzi)

Protesta degli inquilini del villaggio popolare di via Emilia a Pisa: "Chiediamo un piano di manutenzioni e l’esonero dall’affitto"

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PISA. Prima gli scricchiolii, poi il crollo. Intonaco e calcinacci venuti giù all’improvviso. Un buco nel solaio, una crepa lungo la parete. Un mucchietto di detriti nel pavimento. Ennesime istantanee che descrivono lo stato di conservazione delle case del vecchio villaggio popolare di Sant’Ermete, dove mancati interventi manutentivi e dichiarazioni di inagibilità sono l’oggetto delle principali lamentele da anni da parte delle famiglie residenti.

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Il crollo di parte di un solaio in un’abitazione del villaggio di via Emilia e l’inagibilità di due appartamenti dichiarata due settimane fa dai vigili del fuoco sono al centro di uno dei tre esposti presentati ieri in Procura da altrettante famiglie che da anni attendono di ricevere una sistemazione adeguata. Sovraffollamento, assenza di manutenzione e problemi di salute provocati da immobili dichiarati a più riprese insalubri i motivi che, dopo una lunga interlocuzione con l’amministrazione comunale conclusa senza una soluzione, hanno spinto gli inquilini a rivolgersi alla magistratura con «l’obiettivo - dicono - di appurare eventuali responsabilità e di ottenere l’esonero dall’affitto e lo stralcio di tutte le morosità fino all’ottenimento di alloggi migliori».

Con un “pacchetto” di altri cinquanta esposti, che periodicamente saranno presentati in Procura, il comitato di quartiere di Sant’Ermete ha inaugurato ieri un nuovo fronte nell’annoso braccio di ferro con gli enti locali per l’ottenimento di un piano di manutenzioni ordinarie e straordinarie e l’assegnazione di alloggi adeguati al numero dei componenti delle famiglie assegnatarie.

«Un percorso - dicono - che proseguirà fino al trasferimento degli assegnatari nei nuovi immobili in costruzione o comunque fino a quando non sarà trovata una soluzione a tutti i problemi».

«Dopo le relazioni dell’Asl e dei vigili del fuoco, che più volte hanno segnalato il pericolo della condizione ambientale ed abitativa nel quartiere, ci rivolgiamo direttamente alla magistratura per denunciare la grave situazione igienico-sanitaria e per fare luce sulla cattiva gestione del complesso di immobili - spiega il comitato -. Avevamo presentato un’idea di riqualificazione del quartiere, un piano di rigenerazione abitativa ed urbana per far fronte alle tante criticità che quotidianamente gli abitanti vivono, ma dopo otto mesi di interlocuzione l’assessore alle politiche abitative ha deciso di bocciarlo».

«Negli ultimi dieci anni - dice ancora il comitato - sono cambiati sindaci, assessori e amministratori dell’Apes (l’Azienda pisana per l’edilizia sociale): ciò che è rimasto invariato è l’atteggiamento nei confronti degli inquilini delle case popolari di Sant’Ermete, costretti a pagare affitti e piani di rientro altissimi per vivere in case dove a causa di infiltrazioni, umidità e muffa le persone continuano ad ammalarsi. Con la presentazione degli esposti chiediamo alla magistratura di appurare eventuali responsabilità, ma soprattutto di dimostrare la fondatezza delle nostre rivendicazioni».

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