Il Tirreno

Pisa

il caso ragusa 

Il legale del cantante Marco Carta è il nuovo difensore di Logli

Pietro Barghigiani
L'avvocato Marco Carta e Antonio Logli
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L'avvocato Marco Carta e Antonio Logli

L’avvocato: «Non ho accettato l’incarico per farmi pubblicità». La prossima settimana l’incontro in carcere con il cliente

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PISA. Quello che era stato anticipato dal Tirreno nell’edizione di martedì ieri è stato ufficializzato: Antonio Logli ha cambiato di nuovo il difensore.

Siamo al terzo legale, quarto se si considera anche Saverio Sergiampietri che aveva affiancato l’avvocato storico, Roberto Cavani.

Al posto dell’avvocato Enrico Di Martino è stato nominato Simone Ciro Giordano, legale con studio a Milano che ha difeso (assoluzione in primo grado) tra gli altri, a livello di celebrità, il cantante Marco Carta dall’accusa di furto in un centro commerciale. A ottobre ci sarà l’appello.

Resta nel team difensivo la criminologa Anna Vagli che in una nota a nome di Logli scrive: «Lo scorso 28 agosto ho deciso di revocare il mandato all’avvocato Di Martino perché venuto meno il rapporto fiduciario e la mancata osservanza degli accordi stipulati. Confermo invece l’incarico alla criminologa Anna Vagli e nomino come nuovo legale l'avvocato Simone Ciro Giordano del foro di Milano».

Il ricorso alla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo è già stato presentato e si base sulla tesi di non aver avuto un giusto processo dove (in tre gradi di giudizio) è stato riconosciuto colpevole e condannato a 20 anni per l’omicidio della moglie, Roberta Ragusa. «Sono stati ignorati i testi a mio favore» è il senso dell’azione messa in campo dall’ormai ex avvocato massese di cui ancora non si conoscono i tempi di esame. Ora c’è l’altro fronte, quello della revisione del processo.

«Ho accettato l’incarico non per farmi uno spot – spiega al Tirreno l’avvocato Giordano nel suo studio milanese –. Conto di incontrare Antonio Logli la prossima settimana insieme alla dottoressa Vagli. Ho già ricevuto tutte le carte e, ovviamente, non posso averle lette, né studiate. Quello che chiarirò anche con il cliente è che se ci saranno margini e fatti nuovi per chiedere la revisione del processo non esiterò a lottare. Non bastano gli avvistamenti della Ragusa. Servono elementi significativi e decisivi mai emersi o non considerati durante i processi che hanno portato alla condanna di Logli. E su questo sta lavorando il team difensivo». —
 

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