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Pisa

disputa su un’applicazione  

Frode informatica, chiesto il processo per due manager

d.f.
Frode informatica, chiesto il processo per due manager

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Compariranno di fronte al giudice per l’udienza preliminare in Tribunale imprenditore e manager di una società pisana accusati di frode informatica.

Stessa sorte per l’ingegnere viareggino Elio Francesconi, 45 anni, imputato dei reati di frode informatica e rivelazione di segreto professionale ai danni della società “Eggzero” con sede a Viareggio, della quale è stato dipendente, a favore della pisana “Nextworks”, azienda con sede a San Piero a Grado. Al centro della vicenda c’è l’appalto che la “Eggzero” si era aggiudicata dalla “Npv Engineering”: il compito era quello di dotare di domotica la tenuta all’Argentario che faceva capo a Igor Rotenberg, uno dei figli di Arkady Rotenberg, magnate russo, co-proprietario del gruppo Stroygazmontazh, la più grande società di costruzione di gasdotti e linee di alimentazione elettrica in Russia.

Rotenberg figlio e le sue società collegate all’acquisto della tenuta all’Argentario niente hanno a che vedere con la vicenda giudiziaria in corso. Che vede, invece, davanti al giudice per l’udienza preliminare (fissata al prossimo 15 ottobre) oltre a Francesconi, anche Gianluca Insolvibile, in qualità di ad di Nextworks, ed Alessandro Martucci, in qualità di manager della stessa società. A tutti e tre la Procura di Firenze (pm Ester Nocera) contesta di essersi procurati «ingiusto profitto, intervenendo senza diritto su un programma contenuto in un sistema informatico/telematico». Profitto consistente «nel corrispettivo spettante per la gestione della applicazione domotica all’interno dell’immobile denominato Tenuta Dell’Olmo, già installa dalla società Eggzero e programmato con installazione di password in uso alla sola Eggzero. Con corrispondente danno alla società che aveva creato e gestito il programma di installazione, rendendolo peraltro ad essa ingestibile». Operazioni rese possibili - così i capi di imputazione - dal passaggio di società dell’ingegnere viareggino.

«Ci hanno rovinato», è la voce di Alessandra De Siati che gestiva la “Eggzero” insieme al marito Nicola Tinucci, entrambi persone offese nel procedimento. De Stati e Tinucci, con la società oggi fallita, lavoravano in tutto in tutto il mondo, nel settore della grande nautica e delle abitazioni di lusso. «Stiamo aspettando giustizia per rimetterci in piedi», prosegue De Siati: «E voglio sia chiaro che un risarcimento morale non è meno importante, per noi, di quello economico». —





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