Il presidio
Si finge avvocato e minaccia querele: finisce sotto processo
PISA
Telefonate e messaggi in cui sosteneva di parlare per conto della segreteria regionale della Lega Veneto Salvini premier. E in quelle comunicazioni tono e contenuti erano così minacciosi, con velati annuncia di ritorsioni, al punto da costringere la destinataria delle attenzioni a rimuovere alcuni post su Facebook.
Ora quello che per la Procura era il protagonista di un comportamento che dal fastidioso era sconfinato nel codice penale è finito a processo con una citazione diretta a giudizio.
È Massimo Maccari, 45 anni, di Buonconvento (Siena) accusato di molestie e disturbo alla persona e violenza privata con l’aggravante di aver commesso il fatto con uno scritto anonimo e utilizzando un profilo Facebook in cui nome era di fantasia. È lo stesso Maccari a processo da tempo per stalking contro un avvocato cascinese, Cristina Bibolotti, ritenuto “colpevole” di esprimere critiche all’operato dell’allora sindaca Susanna Ceccardi.
Il personaggio si è distinto finora per una serie di interventi su Facebook che avevano due direttrici di fondo: difendere gli esponenti leghisti cascinesi e pisani e mettere nel mirino chi osava criticarli.
L’ultimo bersaglio di Maccari è Patrizia Petini, moglie dell’ex comandante della polizia municipale di Cascina, Paolo Migliorini.
Residente a Pisa, Petini è stata oggetto di svariati attacchi che ora la Procura ritiene accompagnati anche da ipotesi di reato. La querela contro ignoti dopo le indagini della polizia postale si è trasformata in un processo che si aprirà a gennaio. Maccari nei suoi post dichiarava la propria viscerale adesione alla Lega e a livello locale sostiene come un pretoriano l’europarlamentare Susanna Ceccardi e Dario Rollo, sindaco reggente. E proprio in coincidenza delle frizioni, con tanto di denuncia dell’amministratore contro Migliorini, tra Rollo e l’allora comandante dei vigili, sul profilo oggetto della querela erano iniziati gli attacchi contro la moglie dell’ex responsabile della municipale cascinese.
Non c’erano solo i post considerati offensivi in cui si sostiene che la coppia anziché lavorare (peraltro sono impiegati in comandi diversi e lontani, ndr) passa le ore d’ufficio occupandosi di faccende personali.
Entrambi sui cellulari avevano ricevuto Sms e telefonate (almeno cinque in piena notte).
Diverse chiamate da un sedicente avvocato Pelosi di Grosseto con cui la signora Migliorini veniva informata di un’imminente denuncia a suo carico. Tutto falso.
Un’azione studiata e messa in pratica utilizzando computer e telefonini con la domanda a cui la coppia non ha ancora avuta risposta su come l’uomo avesse i loro numeri di cellulari. —
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