Il presidio
«Investire sulle infrastrutture è determinante per lo sviluppo»
Patrizia Pacini, presidente dell’Unione Industriale Pisana: trasformare la crisi in un punto di forza
PISA
«Ci avviciniamo alle elezioni regionali e come sistema confindustriale pisano e toscano riteniamo che chi governerà la nostra Regione si troverà di fronte ad una sfida epocale per contribuire a far ripartire l’economia del nostro territorio dopo la crisi dovuta alla pandemia, garantendo allo stesso tempo la salute dei cittadini», dice Patrizia Alma Pacini, presidente dell’Unione Industriale Pisana.
Per analizzare lo scenario economico attuale e focalizzare i temi di sviluppo indispensabili nel medio periodo, Confindustria Toscana, come già reso noto, ha commissionato una ricerca all’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa da consegnare ai candidati alla presidenza.
Emerge infatti da molte analisi che la crisi pandemica, a causa dei settori merceologici che sono prevalenti in Toscana (moda, automotive, turismo), ha ulteriormente indebolito l’economia già in leggera crisi della Regione. Per questo per favorire la ripresa economica il compito che avrà il nuovo Presidente non sarà facile e richiederà forte attenzione alle sollecitazioni del mondo economico.
«La Toscana ed in particolare la nostra provincia - continua Pacini - hanno tutte le carte per trasformare una crisi in un punto di forza, perché, più di altre regioni, coniuga un’offerta culturale, tecnico/scientifica e turistica unica, accompagnata da un tessuto produttivo con distretti di eccellenza: è una sintesi del Paese e può diventare un laboratorio privilegiato. Perché sia possibile questo rilancio c’è bisogno di ottimizzare tutte le poche risorse messe a disposizioni per le regioni, ma soprattutto preferire politiche di sviluppo piuttosto che di mero sostegno ai redditi».
Attrarre investimenti su tutto il territorio regionale dev’essere dunque uno degli obbiettivi principali della prossima giunta regionale. Per riuscirci, secondo la maggioranza di voci e sollecitazioni, è necessario puntare su innovazione, trasferimento tecnologico, economia circolare, infrastrutture, qualità della vita ed equità. «Su alcuni di questi punti la regione ed il territorio di Pisa hanno punti di forza e punti di debolezza come il sistema di infrastrutture che necessita di importanti implementazioni per non costituire un freno allo sviluppo», è la posizione degli industriali. Al riguardo l’Unione si è fatta carico di coordinare la Provincia, i principali Comuni e le categorie economiche per veicolare attraverso la Camera di Commercio un manifesto che indicasse al presidente della Regione le priorità infrastrutturali non più rinviabili pena il blocco dello sviluppo.
«Infine - dice la presidente - vorrei sottolineare, a costo di ripetermi, che la crisi sanitaria ha colpito in maggior modo le donne e diversi studi stanno mostrando che molte stanno pensando di lasciare il loro posto di lavoro se la scuola non riaprirà o se ci saranno problematiche durante l’anno scolastico. Questo è un duro colpo per la parità di genere che da anni stiamo portando avanti ottenendo sensibili miglioramenti. Penso che la nostra Regione debba permettere e facilitare l’abbattimento delle disparità».
«Il primo passo - propone Pacini - sarebbe la realizzazione di più asili gratuiti e più servizi per le scuole d'infanzia. Potrebbero essere previsti, al riguardo, sgravi od incentivi per la realizzazione di asili aziendali, così da poter coniugare la vita familiare con quella lavorativa. Vanno inoltre realizzate azioni incisive per favorire, come anche noi tentiamo di fare, percorsi di studio “Stem” (cioè materie tecnico-scientifiche) per le ragazze aumentando così l’occupazione nell’interesse anche delle aziende che da sempre faticano a reperire professionalità tecniche». —
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