Dalla guerra mondiale alla pandemia, Pisa celebra la liberazione
PISA
«Era il 2 settembre 1944 quando gli americani, dopo aver passato l’Arno tra Caprona ed Uliveto, proseguirono verso Pisa ed arrivarono a liberare la città, dopo un mese e mezzo che la popolazione stava attendendo quel momento. Le truppe alleate, dopo le ingenti perdite subite, pensarono infatti di aggirare Pisa e dirigersi prima verso Firenze, spostando il fronte qualche chilometro più a nord, lungo la Linea Gotica, dove sarebbe rimasto fino al 25 aprile 1945. La ricorrenza storica segna il giorno del ritorno della pace nella città di Pisa e l’inizio del percorso verso la democrazia». Così il sindaco Michele Conti nel suo discorso in occasione delle celebrazioni per la ricorrenza della liberazione della città. «In quello scenario di dolore, distruzione e disorientamento fu fondamentale l’opera di molti rappresentanti delle istituzioni che seppero farsi carico della responsabilità della ricostruzione - sottolinea Conti -. Nella celebrazione abbiamo ricordato questa data importante e reso omaggio alle tante vittime della guerra e ai caduti della lotta di liberazione».
«Con questa cerimonia - ha detto il presidente del consiglio comunale Alessandro Gennai - rendiamo omaggio alle tante vittime della Seconda guerra mondiale ed ai tanti caduti che lottarono per la liberazione dal nazifascismo. Allora, come oggi, ci aspetta, a causa della pandemia, un futuro incerto e difficile. Allora come oggi dobbiamo ritrovare quella forza e quel coraggio per ripartire, per superare i tanti ostacoli e le tante avversità che abbiamo di fronte per dedicarci ad una rinnovata capacità di progettazione economica e sociale. Uno sforzo straordinario a cui siamo chiamati tutti». —
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