Italia
La “rivoluzione” culturale del Dlf tra degrado e paura
PISA
Sono tanti i problemi che i residenti della zona Stazione hanno messo sul tavolo del sindaco Conti nell’incontro di ieri mattina. Tra questi c’è sicuramente il degrado. A testimoniarlo non sono solo gli abitanti, ma anche chi ha scelto di aprire in questo quartiere la propria attività turistica o culturale. «Da due anni, insieme al Dopolavoro ferroviario, cerchiamo di attrarre la comunità di cittadini all’interno della zona stazione», spiega il direttore del Cinema Teatro Nuovo, Carlo Scorrano. «Far vivere la piazza a tutti aiuta a limitare il proliferare del degrado sociale. Ed a volte il feedback dal pubblico è questo: nonostante il programma interessante, alcune persone hanno paura di venire a teatro. Non si sentono sicuri. Si aggiunge poi il problema della qualità del luogo, fondamentale per chi ci vive. Vicino al teatro ci sono i fondi abbandonati e sfitti di proprietà delle Ferrovie, i marciapiedi sono rotti. Questo spazio è usato come un bagno a cielo aperto».
L’utilizzo delle strade al posto dei bagni angustia pure alcuni proprietari di strutture ricettive. «In via Catalani non possiamo aprire le finestre a causa del cattivo odore. Spesso trovo anche siringhe nel parcheggio». Per questo, dice il sindaco, «si può mettere in programma per il 2021 una riqualificazione delle aree in questione, a partire dai marciapiedi rotti vicino al cinema o di via Mascagni per arrivare alla pavimentazione delle gallerie Gramsci. Per quanto riguarda le proprietà delle Ferrovie stiamo interloquendo per la parte dei fondi commerciali nelle gallerie per andare verso una sorta di dismissione immobiliare. Nei prossimi giorni ci sarà un incontro. Non sarà semplice, ma è fattibile».
Sulla questione è intervenuto anche il deputato Ziello: «Ritengo che certi problemi derivino in parte da persone che utilizzano gli alloggi della zona in modo irregolare. L’uso massiccio di droga è poi un problema di carattere sociale e non ci può essere solo repressione». —
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