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gli effetti collaterali del virus 

Calciatori-studenti in quarantena da negativi: niente test universitari

PIETRO BARGHIGIANI
Calciatori-studenti in quarantena da negativi: niente test universitari

Tre giocatori del Pisa Ovest fino al 9 settembre sono isolati: le prove il 3 e l’8 Il mister Garuti: «È un peccato far svanire un sogno a questi ragazzi»

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pisa

Sono in tre. Amanti del calcio, ma anche dei libri. E dello studio della medicina.

Vorrebbero in un futuro prossimo indossare il camice bianco. Dovranno, però, attendere almeno un anno prima di potersi cimentare nei test di accesso all’università e tentare un ingresso che quest’anno al momento è precluso per un impasto di fatalità e burocrazia.

Sono tre calciatori del Pisa Ovest, “vittime” degli effetti collaterali del Covid.

Succede che un loro compagno di squadra rientri dalla Sardegna. Positivo al tampone. Sta bene, asintomatico. Ma deve stare in casa. E come reazione a catena per la sua positività tutta la squadra (Seconda categoria), staff tecnico compreso, finisce in isolamento. Sono tutti negativi, ma le due settimane canoniche senza contatti vanno rispettate.

Per qualcuno la “scadenza” e il ritorno all’esterno è il 4 settembre, per altri l’8.

L’intreccio maligno delle date per i test di accesso ha fissato per quei giorni le prove di ammissione per Medicina e professioni sanitarie.

Tradotto: anche se negativi e pur sempre in isolamento i calciatore aspiranti studenti universitari non possono sostenere i test.

L’ateneo ha già risposto che loro non possono farci niente. Il groviglio è nazionale e per ora il ministro dell’Università Gaetano Manfredi non ha trovato una soluzione. Può così capitare che accanto ai ragazzi che hanno ballato un’ora di troppo quest’estate, ci sono anche i loro amici che invece hanno trascorso luglio e agosto a spaccarsi la testa sui quiz di Medicina. E, con loro, i futuri infermieri o veterinari.

L’ipotesi di indire una sessione straordinaria per chi esce dall’isolamento aprirebbe la strada a una marea di ricorsi.

Una seconda prova ritarderebbe la pubblicazione della graduatoria nazionale, prevista per il 25 settembre in modo che chi non ha passato il test abbia modo e tempo di orientarsi su altri corsi di laurea. Se si scivolasse a fine ottobre, bisognerebbe anche spostare il termine per le immatricolazioni e, in ultima istanza, far slittare l’inizio già abbastanza accidentato del nuovo anno accademico.

Un ginepraio all’italiana non previsto all’inizio dell’estate quando la testa era rivolta alla vacanze e alla ripartenza tra distanziamento sociale, ambienti sanificati e Pil da irrobustire. La proliferazione di positivi in età da superiori e università pone ora il problema di una chance negata.

«È un vero peccato – afferma Stefano Garuti, mister del Pisa Ovest –. Anche io sono a casa. Ci dovrò restare fino al 9 settembre. È una rottura di scatole, ma le regole sono quelle. Dispiace per questi ragazzi che avevano un sogno, quello di fare i medici, che ora rischia di svanire. Un altro problema arriverà al momento dei campionati. I professionisti hanno un protocollo chiaro. Noi dilettanti no». —



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