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«Così si tutela la salute»
Niente prenotazione, gratis e veloce: ecco perché piace la soluzione proposta «In treno una accanto a me starnutiva, non sono serena»
pisa
Sono diverse le motivazioni che hanno spinto i più mattinieri a fermarsi nel piazzale di fronte alla stazione centrale di Pisa in attesa del tampone molecolare per verificare la positività o meno al Covid-19.
Giovani, ma anche adulti e anziani o genitori con i propri figli: nonostante un cielo minaccioso, era una fila variegata quella di ieri mattina, primo vero giorno di prova dell’iniziativa organizzata dalle Asl.
L’intento è unico: tutelare la propria salute e quella degli altri, in particolare dopo il rientro da un viaggio.
«Sono rientrata ieri da Trento, dove sono stata per una settimana – racconta la 49enne Isabel Villanueva, di professione operatrice socio-sanitaria –. Ritornando a lavorare devo pensare anche alla salute dei miei pazienti. È sicuramente una buona iniziativa di prevenzione dopo il rientro da altre località».
Ma la possibilità di effettuare il tampone e avere dopo un giorno il risultato è anche un modo per stare tranquilli, soprattutto se si è entrati in contatto con persone che presentano, almeno all’apparenza, sintomi sospetti. È quello che è successo a Inga Ciorici, colf di 34 anni: «Venerdì scorso sono andata a Firenze e in treno si è seduta vicino a me una persona che starnutiva e che non sembrava stare bene. Mi sono subito alzata e sono andata via, ma ora non sono tranquilla. Per sicurezza preferisco fare il test, anche perché non voglio stare con l’ansia per due settimane aspettando eventuali sintomi. È un’iniziativa positiva perché non è necessario programmare prima e non è più come tempo fa, quando mancavano i tamponi».
Pensa alla propria tutela anche Stefano Citi, 57 anni e impiegato al cimitero della Misericordia di Pisa. «Ho letto sul giornale che a partire da oggi (ieri, ndr)facevano i tamponi gratuiti. Sono qui perché mi voglio informare e voglio sapere se posso effettuare qui il test. Altrimenti andrò in ambulatorio e pagherò il tampone, anche se purtroppo non te lo regalano. Per me la cosa più importante è riuscire a sapere se sono positivo o meno. Per questo l’iniziativa è bella, anche se secondo me andava organizzata un po’ meglio», conclude Stefano riferendosi alla mezz’ora di ritardo con cui è arrivato il camper mobile. Ma già poco dopo l’arrivo delle strutture l’attività è cominciata a pieno ritmo e, nonostante la pioggia, è continuata fino alle 20. Uno dei primi a sottoporsi al test è stato il 78enne Sergey, che spiega in inglese le ragioni per cui ha scelto di sottoporsi al test: «Sono russo ma lavoro a Pisa. Sono rientrato dall’estero e, invece di fare diverse settimane di quarantena, ho preferito fare il test nella speranza di avere un risultato negativo». —
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