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Pisa

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Cattivi odori, non c’è tregua per residenti e turisti sul litorale

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calambrone

I cattivi odori non danno tregua ai residenti di Calambrone. Anche nella notte tra mercoledì e giovedì i miasmi provenienti dall’area industriale del porto di Livorno sono arrivati nella zona e tutti sono dovuti correre a chiudere le finestre. «È successo intorno all’una di notte – racconta Daniela Bondi che risiede a Calambrone da diversi anni – ed era impossibile respirare. Gola secca, pizzicore e mal di testa. È durato per venti minuti e dopo non sono più riuscita a dormire. Quando capita questo, è impossibile tenere le finestre aperte ma il vero problema è che Arpat non ci ascolta. Il fatto è – spiega Bondi -, che nelle loro rilevazioni fanno la media giornaliera e non tengono conto dei picchi che sono veramente forti e quindi, per loro risulta che va sempre tutto bene e dicono che è tutto nella norma. Io però, di Arpat a questo punto non mi fido più. Sono anni ormai che va avanti questa storia e tutto questo non ci permette di vivere bene. Sto seriamente pensando di chiudere casa e andarmene. Qui a Calambrone succede sempre di notte a causa della combinazione dei venti e accade perché proprio di notte vengono aperte e pulite le vasche dell’Eni e se a questo si aggiunge che poi, nelle vicinanze faranno anche l’inceneritore, non so come faremo a continuare a vivere qui». In questi ultimi anni non soltanto i calambronesi ma anche i residenti di Stagno, di Collesalvetti e altre zone interessate da questo fenomeno, hanno fatto esposti alla procura e richiesto supplementi d’indagine ma il problema non è stato risolto in nessun modo. Questo problema dei miasmi in zona Calambrone, è stato rilevato solamente dopo che era stata avviata la riqualificazione delle ex colonie ed è cominciato l’insediamento dei residenti prima di allora, la zona era pressoché disabitata e quindi non era mai emerso. «Questa è anche zona turistica – specifica Bondi – ma un turista, che si ritrova a respirare quest’area, può anche decidere in non tornare più qui ma noi residenti come facciamo? Mi chiedo, qui l’amministrazione ha investito tanto, allora perché non fa niente?». —

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