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Spostata la condotta idrica per i lavori sull’argine
Maxi intervento per unire le tubazioni e inserire una doppia diramazione Due cantieri in contemporanea su 450 metri di rete. La “regia” di Acque Spa
vecchiano
Non capita tutti i giorni di dover spostare la condotta principale a servizio di un’intera città dal punto in cui si trova da quasi mezzo secolo. Un’operazione complessa anche solo a pensarla, ma che nel giro di alcuni mesi è diventata realtà, con l’intervento progettato ed eseguito dal gruppo Acque Spa ad Avane: un lavoro che ha vissuto nella notte tra lunedì 24 e martedì 25 agosto il suo momento più impegnativo.
La condotta è quella del Mille, l’infrastruttura idrica che rifornisce la quasi totalità del comune di Pisa. Nel suo percorso verso la città della Torre, l’acquedotto costeggia anche il Serchio. Ed è in corrispondenza del fiume che si è reso indispensabile spostare la tubazione, in vista degli imminenti lavori finanziati dalla Regione per il rafforzamento degli argini ad Avane. Il progetto, messo a punto da Ingegnerie Toscane e portato avanti da Acque e dal braccio operativo Acque Servizi, ha permesso la realizzazione di un nuovo tratto di condotta lungo 450 metri, posizionato in parallelo a quello attuale, ma distanziato qualche metro in più rispetto all'argine del fiume. Nelle settimane scorse sono andati avanti i lavori di posa in opera della nuova tubazione, ma per poter abbandonare in futuro la condotta ora in funzione e passare su quella appena realizzata (eliminando gli ostacoli al rafforzamento degli argini) era indispensabile un intervento di “unione” delle due infrastrutture, unico momento di tutto il lavoro nel quale sarebbe stato inevitabile chiudere la fornitura idrica dal Mille.
Questa fase era la più delicata per più motivi. In primis, la tipologia di intervento: si trattava in pratica di “tagliare” in due punti la condotta in funzione, per inserire due pezzi speciali di carpenteria metallica con una “doppia diramazione”, così da mettere in contatto la tubazione esistente con quella nuova. Due cantieri in contemporanea, alle due estremità dei 450 metri di condotta. Un lavoro di circa 24 ore con l’utilizzo di elementi in ghisa dal peso complessivo di 100 quintali per ciascun lato, con il ricorso a tecnologie specializzate per il taglio delle tubazioni e a mezzi pesanti per il sollevamento e lo spostamento dei materiali.
«Le parole e le immagini da sole non sono in grado di descrivere la complessità di un intervento come quello eseguito la scorsa notte – spiega il presidente di Acque Spa Giuseppe Sardu, presente ad Avane insieme a Massimiliano Angori, sindaco di Vecchiano e presidente della Provincia –. Difficilmente si possono raccontare i mesi di duro lavoro e di preparazione che i nostri ingegneri, tecnici e operai hanno messo in campo per un risultato di cui siamo davvero molto orgogliosi. Se fossimo nell’ambito della chirurgia, parleremmo di un “doppio trapianto” perfettamente riuscito: un’operazione storica, di cui in pratica nessuno si è accorto, ma che dà un contributo significativo alla messa in sicurezza del Serchio». —
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