Il Tirreno

Pisa

l’appello 

Quaranta espositori al Comune: salvate l’evento Fior di Città

Gli operatori hanno bisogno di lavorare: dopo la cancellazione della manifestazione in primavera chiedono di farla a settembre

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pisa

Un appello che circola ormai da settimane rispetto al quale, però, non sono arrivate le risposte sperate da Palazzo Gambacorti. È quello sostenuto da circa 40 espositori, tutte aziende del settore agricolo, della manifestazione “Fior di Città” che chiedono all’ente di “salvare” l’evento. La manifestazione, cancellata a primavera a causa del Covid, poteva - o almeno gli espositori ci speravano - essere recuperata a settembre. Ma nessuna autorizzazione in questo senso è arrivata dal Comune.

L’evento si tiene ormai dal 2009: «Non essendo stato possibile organizzarlo nella primavera del 2020 a causa delle misure di contenimento del virus Covid-19 - si legge nell’appello di organizzatori e espositori - abbiamo ritenuto naturale rinviare l’evento a settembre. Il Comune ha purtroppo negato la concessione del suolo pubblico sostenendo che in autunno “i fiori muoiono”, che la manifestazione perderebbe di significato e che gli accordi tra il Comune e l’ente organizzatore prevedono la realizzazione dell’evento nel periodo primaverile. In realtà gli atti sottoscritti dal Comune non indicano e non citano il periodo dell’anno in cui organizzare l’evento. Occorre inoltre considerare che nel medesimo mese di settembre sono stati organizzati eventi espositivi di rilevo nazionale nei comuni di Como, Firenze, Siena, Rimini e altri. Come operatori del settore vorremmo osservare che nel periodo autunnale i fiori ci sono eccome e poco hanno da invidiare alle fioriture primaverili. A dimostrazione di ciò, nel fine settimana successivo a quello scelto per Fior di Città, il Comune di Pisa promuove sul viale delle Piagge la Fiera degli Scalzi con un’ampia esposizione florovivaistica. Emerge l’esigenza impellente per la sopravvivenza di noi operatori di riprendere le attività di promozione e commercializzazione delle produzioni vegetali nell’intento di mitigare le conseguenze del blocco delle attività e della perdita degli investimenti effettuati per le coltivazioni primaverili».

«Per l’edizione di Fior di Città programmata nel mese di settembre - prosegue l’appello - sono stati definiti specifici rapporti di collaborazione con il Museo delle Navi Antiche di Pisa, le Mura di Pisa, il Museo di San Matteo, la Sinagoga e il Cimitero Ebraico, l’Università di Pisa (Orto Botanico e Gipsoteca di Arte Antica), i proprietari dei giardini storici, le guide turistiche e numerose associazioni culturali e ambientaliste. La Fondazione Pisa ha inoltre stanziato un contributo economico per consentire l’organizzazione della manifestazione. Questi accordi dovrebbero essere considerati con un occhio di riguardo in un momento di incertezza e difficoltà in ogni settore, con particolare riferimento a quelli della cultura e del turismo». L’evento potrebbe poi «fornire un contributo molto importante per la ripresa delle attività commerciali e turistiche cittadine. Far ripartire Pisa, migliorarla, renderla una città viva, vitale e culturalmente attrattiva dovrebbe essere un obiettivo condiviso. In questa prospettiva sarebbe opportuno che il Comune di Pisa non impedisse l’organizzazione di un evento curato e apprezzato come Fior di Città, che fin dalla sua prima edizione, ha attirato un gran numero di visitatori che hanno avuto l’occasione di apprezzare le bellezze storico artistiche cittadine e condividere un’immagine positiva del territorio pisano». I promotori ricordano peraltro che «non è stato chiesto alcun contributo economico al Comune di Pisa. Al contrario avremmo pagato il suolo pubblico. Desideriamo per le motivazioni espresse chiedere al Comune di Pisa di mostrare la sensibilità necessaria per comprendere le nostre gravi difficoltà e non mortificare il desiderio di riprendere le attività lavorative autorizzando l’organizzazione dell’evento». —



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