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Ladri di nuovo all’Ussero è la terza volta in un mese

pietro barghigiani
Ladri di nuovo all’Ussero è la terza volta in un mese

Il bandito ha sfondato la vetrina a calci e poi ha rubato spiccioli e 15 birre La rabbia del gestore: «Sono davvero stanco, situazione scoraggiante»

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PISA

Niente tombino. A suon di calci, come già successo per il negozio Scout in via Garofani. Il ladro ha sfondato così la vetrina del Caffè dell’Ussero in lungarno Pacinotti. Un remake dell’assalto di fine agosto quando anche la vicina gelateria De’ Coltelli venne prima vandalizzata e poi colpita nella cassa. Come accade di solito i danni da riparare superano il valore del bottino.

Rientra in un questa regola non scritta anche il furto al Caffè dell’Ussero. Il ladro ha buttato giù la vetrina, quella a sinistra guardando l’ingresso, rifilando una serie di calci.

La stessa già sfondata quasi un mese fa. È passato dai contorni frastagliati del vetro e una volta entrato nel bar si è diretto alla cassa. Dentro non c’erano soldi. Qualche spicciolo, una manciata di centesimi e poco più. Prima di andarsene ha trovato un “bottino” più sostanzioso: una quindicina di bottiglie di birra. Le ha trovate nel frigorifero all’ingresso del bar. Sfondamento della vetrina e uscita con la refurtiva sono stati filmati nella sequenza delle telecamere acquisite dai carabinieri.

Tarcisio Bronte, 67 anni, da 44 gestore dello storico caffè, è più sfinito che arrabbiato. Considerando il danno a un vetro esterno sul retro, ma senza intrusioni, avvenuto l’8 agosto, con il colpo di ieri sono tre gli episodi tra furti e vandalismi.

«Me ne sono accorto alle 6,30 al momento di aprire il bar – afferma il commerciante –. Stavolta niente tombini. Non so con cosa ha sfondato la vetrina. In cassa non avevo lasciato soldi. C’era qualche moneta, ma poca roba. Le birre, quelle sì, le ha prese. Poi deve aver rufolato tra i libri che abbiamo in sala. Chissà cosa pensava di trovare». Bronte da tempo è in cerca di un compratore che rilevi la gestione dello storico Caffè dell’Ussero.

«Sono davvero stanco – confida al Tirreno –. Capisco che non ci possa essere una pattuglia davanti a ogni negozio, ma che ogni volta riescano a colpire senza essere presi è scoraggiante». Tra lungarni e centro nel periodo fine luglio, primi di agosto, sono stati diversi i furti ai danni di attività commerciale. Una frequenza che aveva portato le cronache a identificare in una fantomatica banda del tombino la gang responsabili degli assalti. Identica la tecnica. Dopo la fase del tombino, è arrivata quella dei calci. Gli investigatori pensano a un gruppetto di senegalesi, già fermati per una rapina in via Notari, che tra scippi in strada e furti, che alla fine diventano vandalismi, si sta muovendo su Pisa.

E il futuro dell’Ussero? «Qualche proposta per acquistare la licenza c’è – conclude Bronte –. Sinceramente di questa vita non ne posso più». —



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