Il Tirreno

Pisa

Sottoscrizione per la pubblica assistenza 

«Il volontariato non si arrende ma ha bisogno di un aiuto»

– D. B.

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pisa

Dal volontariato, e in particolare dalla Pubblica Assistenza di Pisa, arriva un forte messaggio nei confronti di cittadini ed istituzioni per mantenere alta l’attenzione sull’emergenza coronavirus. Una emergenza sanitaria, prima di tutto, ma con conseguenze concrete anche sull’organizzazione dell’associazionismo. «La pandemia, anche per il volontariato, vuole dire pesanti danni anche economici – spiega il presidente della Pubblica Assistenza Alessandro Betti –. Il rischio contagio è tutt’ora presente, preoccupante e pesante da sopportare e, a breve, riapriranno le scuole con i rischi connessi. Dobbiamo avere tutti un maggior senso di responsabilità, di rispetto per noi stessi e per i grossi sacrifici che si sono fatti, invece di andare dietro a opinioni spesso sballate. La Pubblica Assistenza sta ancora cercando di riprendere a pieno regime tutte le attività del periodo precedente alla pandemia, ma con molta difficoltà. Il sistema salute non è ancora ripartito del tutto con le sue attività ordinarie – sottolinea Betti – come analisi, visite specialistiche, terapie, riabilitazioni». In una situazione ancora difficile il presidente sottolinea come sia fondamentale pensare “ai posti di lavoro e all’economia, senza però dimenticare il ruolo del volontariato sempre vicino ai bisogni delle persone favorendo l’accesso a cure, analisi, terapie, fino alla consegna di pacchi alimentari e buoni spesa. Tutto questo, ci pare, in un clima di scarsa consapevolezza a cominciare dalle istituzioni”. Poi l’aspetto economico, necessario per tenere in vita la macchina organizzativa dell’associazione. Ancora Betti. «Il volontariato ha perduto nei mesi di totale lockdown tutte le entrate ordinarie; nel trimestre marzo-maggio per la nostra associazione si parla di mancate entrate intorno ai 150mila euro. A fronte di spese quotidiane che invece hanno avuto un forte aumento; ai costi fissi si sono aggiunti quelli per l’acquisto dei dispositivi di protezione e per pulizie e sanificazioni approfondite e ricorrenti. Nessuno però ci ha esentato dalle tasse che a fine anno incideranno sul bilancio per circa 60-70mila euro. Insomma anche il volontariato, al pari delle altre attività economiche, è in grave difficoltà». Da qui il rilancio di una sottoscrizione straordinaria nei confronti di una associazione «che non si arrende – precisa il presidente – e che prosegue la sua attività tra le difficoltà, ad esempio programmando nuovi corsi di formazione per soccorritori. Ma occorre il sostegno non solo dei nostri soci e dei volontari. Perciò lanciamo una sottoscrizione straordinaria versando un contributo sul Codice Iban It 61 I 0856 2253 000000 10700128, Causale “Covid19, Contributo ripresa attività” oppure tramite bollettino postale, con medesima causale, sul ccp numero 12365565, sempre intestato alla Pubblica Assistenza sr Pisa. Siamo consapevoli di essere tutti in una fase di difficoltà – conclude Alessandro Betti –, ma questo non deve farci isolare egoisticamente. Soltanto dalla reciproca solidarietà e dalla fattiva partecipazione di ognuno, sarà possibile il ritorno ad una normalità che tutti noi aneliamo». – D. B.

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