Il Tirreno

Pisa

Salvini visita il caseificio senza mascherina e scoppia la rivolta sui social: "Non comprate quel pecorino"

Salvini visita il caseificio senza mascherina e scoppia la rivolta sui social: "Non comprate quel pecorino"

Esplode la polemica sulla caciotta "antifascista" dopo una visita del leader della Lega all'azienda Busti. Sardine e un assessore di sinistra invitano a boicottarla. Rossi: "Non indossa mai la mascherina, nuoce alla salute". Ceccardi: "Polemica assurda"

4 MINUTI DI LETTURA





PISA. "In visita al caseficio Busti, territorio pisano. Qui un gemellaggio fra Toscana e Sicilia: pecorino coi pistacchi di Bronte. Viva l'Italia" posta Matteo Salvini. Bastano poche ore e a Pisa scoppia la polemica ferragostana del "pecorino antifascista" e scatta l'invito a boicottare l'acquisto dei formaggi del noto caseificio della famiglia Busti di Fauglia dopo che il segretario della Lega ha pubblicato sulla sua pagina Facebook due foto che lo ritraggono durante una visita nell'azienda assieme a Susanna Ceccardi, candidata del centrodestra alla presidenza della Toscana.

La polemica si è amplificata nelle ultime ore con il forte scontro, sempre su Facebook, fra il parlamentare leghista Edoardo Ziello e l'assessore alla cultura di Volterra Dario Danti, ex esponente di Sel ed ex assessore del Comune di Pisa. "Eravate i miei preferiti, adesso non comprerò più i vostri formaggi" commenta Danti, assessore a Volterra. "Questo signorotto di sinistra cerca di danneggiare economicamente l'azienda della Famiglia Busti, eccellenza toscana tra i produttori di latticini a livello europeo. Vedete com'è la sinistra? Si avventa contro le imprese italiane, già colpite dalla crisi economica legata al Covid-19, soltanto per odio politico. Queste persone cattive e rabbiose devono essere mandate a casa dalla Regione Toscana nel più breve tempo possibile", dice Ziello.

Anche sulla pagina facebook delle Sardine pisane viene condivisa e criticata una foto in cui Matteo Salvini, mascherina abbassata sul mento, annusa un formaggio prodotto nel caseificio, corredata dalla didascalia: "Formaggi da non acquistare". Ma anche Enrico Rossi interviene per attaccare Salvini: "Mi chiedo come sia possibile che i cittadini normali giustamente siano respinti dai negozi e dai ristoranti, quando gestiti da persone serie e responsabili, mentre a questo energumeno sia consentito di sputazzare sul formaggio che poi mangeremo. Non è un singolo caso ma una costante dell’atteggiamento di Salvini, come se per lui non valessero le regole che valgono per tutti. Perché le prefetture e le forze dell’ordine non intervengono applicando a Salvini le sanzioni previste dalle leggi? Salvini nuoce alla salute di tutti", scrive Rossi.

[[atex:gelocal:il-tirreno:pisa:cronaca:1.39200169:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.39200169:1652785840/image/image.jpg?f=libero&$p$f=4cc60c5]]

Il proprietario del caseificio, Stefano Busti, dichiara: "Rispettiamo da sempre tutte le regole e quel pezzo di formaggio è stato donato a Salvini come facciamo sempre con i personaggi che vengono a visitare la nostra azienda. Poche settimane fa sono venuti a trovarci anche Eugenio Giani, Andrea Pieroni e Antonio Mazzeo, esponenti del Pd. Tutti sanno che noi non siamo di nessuno. Noi pensiamo a lavorare".

Fra Ziello e Danti il 'duello' è aperto dal 2018, quando l'ex assessore di Sel sfidò la prima ordinanza del sindaco leghista Michele Conti che a Pisa, aveva vietato di sedersi per terra e sui gradini di chiese e monumenti, e a dormire sulle panchine. Danti, sedendosi provocatoriamente sul sagrato di una chiesa, era stato multato. Ora che la stessa ordinanza è stata riproposta ed entrerà in vigore da domani, Danti con le Sardine pisane ha organizzato per sabato 5 settembre la manifestazione "Tutti giù per terra" con la quale si invita la cittadinanza alla disobbedienza civile.

Secondo Danti quello di Ziello è "linciaggio" e commenta: "Mi ha preso di mira, ma io non mi lascio intimidire. Non sono un signorotto ma un insegnante che vive del proprio lavoro, a differenza di Ziello, Ceccardi e Salvini che non hanno mai lavorato un giorno in vita loro e campano di incarichi politici".

In serata è arrivata la replica di Matteo Salvini  "La mascherina la porto sempre dove è obbligatorio, tranne quando faccio il bagno", ha detto commentando le polemiche sul web per la sua visita con la mascherina abbassata al caseificio. Salvini è intervenuto a margine di un incontro al Caffè della Versiliana a Pietrasanta con la candidata a governatore della Toscana per il centrodestra Susanna Ceccardi.  "E' surreale che ci siano le liste di proscrizione degli imprenditori nel 2020, può andare bene in Corea del Nord, in Venezuela, in Unione Sovietica - ha aggiunto - Ho l'orgoglio di visitare tante aziende, questa è un'eccellenza non solo toscana ma italiana e leggere che qualcuno invita al boicottaggio perché hanno osato aprire le porte di un'azienda e di un ristorante a Salvini mi sembra che davvero dimostri la paura che ha la sinistra in Toscana. Se fossero convinti del buon lavoro fatto non avrebbero bisogno di queste bassezze".

"E' assurdo - ha aggiunto Ceccardi - perché in quella foto stavamo facendo una degustazione, non eravamo nel settore produttivo. Nel settore produttivo abbiamo sempre usato la mascherina e i dispositivi che ci ha dato l'azienda, un'azienda seria che ha 120 dipendenti sul nostro territorio e che ha invitato anche il Pd, che ha fatto la stessa visita che abbiamo fatto noi".

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino