Stende un vigile con un pugno, fermato con lo spray urticante
PISA
Con un pugno ha steso un agente della polizia municipale, dopo aver costretto i colleghi a usare lo spray urticante per calmarlo. Ne è nato un inseguimento che dalla galleria Gramsci, dove è cominciato il fatto, si è concluso in piazza Sant’Antonio sotto gli occhi impauriti dei cittadini che uscivano dalla messa del sabato pomeriggio. Il senegalese, protagonista del fatto, è stato arrestato e processato per direttissima, ieri mattina, in Tribunale a Pisa. Il giudice, Antonella Frizilio, ha convalidato l’arresto e applicato la custodia cautelare in carcere nei confronti del senegalese di 40 anni, difeso dall’avvocato Roberto Nocent.
Torniamo all’episodio, uno dei tanti che avvengono nella zona della stazione ferroviaria e della galleria Gramsci. Il 40enne, che fino a poco tempo fa aveva un lavoro a Massa e ora fa il venditore ambulante, sabato pomeriggio era ubriaco e infastidiva chi gli si avvicinava. È entrato nella sala scommesse Snai e ha avuto un diverbio con una dipendente - così è emerso dalla ricostruzione del fatto - che lo ha invitato a uscire. Sono arrivati gli agenti della Municipale che devono presidiare il quartiere per evitare episodi come questo. Il 40enne è uscito dalla sala scommesse con altri connazionali, se l’è presa con gli agenti che cercavano di calmarlo. Quando nell’aria è stato spruzzato lo spray al peperoncino sembra che il migrante non sia più riuscito a controllarsi e ha sferrato un pugno all’agente poi trasportato all’ospedale (3 giorni di prognosi). Lo straniero è stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale e per lesioni. Per lui si sono aperte le porte del carcere. E qui resterà almeno fino a quando non si definirà il processo. Il suo legale ha infatti chiesto i termini a difesa e l’udienza è stata aggiornata all’autunno. Il migrante si è difeso di non essere stato lui a colpire il vigile e che nella mischia c’erano altri connazionali. «Non vedevo nulla dopo che hanno usato lo spray al peperoncino». Dichiarazioni che al momento non sono servite ad attenuargli la misura cautelare. –
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