Il Tirreno

Pisa

«Treni veloci Pisa-Firenze soltanto risolvendo l’ingresso in Santa Maria Novella»

francesco loi
«Treni veloci Pisa-Firenze soltanto risolvendo l’ingresso in Santa Maria Novella»

L’ingegner Bonadio: collegamenti possibili già ora in 30 minuti se non ci fosse da dare la precedenza all’altezza di Rifredi 

3 MINUTI DI LETTURA





l’esperto

«Attualmente i treni non stop impiegano sino a Rifredi 35 minuti. Il punto è che quasi sempre a Rifredi si attende l’ingresso dell’alta velocità. Non si avranno mai tempi più ristretti, anche con una nuova linea, se non si risolve il problema dell’ingresso in Santa Maria Novella», dice l’ingegner Giovanni Bonadio, già presidente di Logistica Toscana e componente del cda di Toscana Aeroporti, a proposito del tema della velocizzazione dei collegamenti ferroviari Pisa-Firenze (peraltro già centrale nella campagna elettorale per le regionali) .

Ingegner Bonadio, l’obiettivo dei 30 minuti come tempo di percorrenza Pisa-Firenze è possibile?

«Sarebbe possibile anche sull’attuale linea, che permette una velocità fino a 150 km/h. Il problema è di traffico e può essere affrontato con le moderne tecnologie semaforiche, senza compromettere la sicurezza. Già l’ammodernamento della tratta Empoli Firenze rappresenta un passo in avanti».

Ma qual è la soluzione migliore e più facilmente attuabile?

«La realizzazione di un nuovo tracciato potrebbe permettere un’ulteriore, ma non significativa, compressione dei tempi. I costi supererebbero però, e forse di molto, il miliardo di euro. Senza parlare delle procedure legate ai piani urbanistici, permessi, autorizzazioni ed espropri. Io opterei, in tempi ragionevoli, per una razionalizzazione della linea esistente che venne a suo tempo concepita e realizzata con lungimiranza, specie dopo la velocizzazione dovuta al tunnel di Montelupo che porta la linea direttamente a Lastra a Signa. Ciò prevederebbe interventi di più modesta entità, ma di certo efficaci. Importante come la velocizzazione è anche il comfort delle vetture, che dovrebbero prevedere spazi agevoli ed adeguati per il bagaglio: ciò è di maggiore importanza per i viaggiatori di provenienza aeroportuale».

Quanto può valere per Pisa e la costa unirsi all’alta velocità della rete nazionale?

«Pisa e l’area pisana sono il centro che garantisce la connettività (di merci, persone e dati) tra il nodo logistico complesso dell’Alto Tirreno e l’area metropolitana della Toscana Centrale. L’area pisana è il naturale punto di convergenza dei flussi di persone e merci generati dal nodo logistico complesso, in direzione dei corridoi trans-europei (nord-sud ed est-ovest). Si pensi al potenziamento dei collegamenti ferroviari (merci e passeggeri) Collesalvetti-Pisa e sull’asse Pisa-Firenze già allo studio di fattibilità da parte di Rfi. Si possono così integrare più asset territoriali con elevato potenziale di crescita. È il caso delle aree industriali e della Darsena Pisana, che ha una funzione tipicamente portuale su via d’acqua (collegata al porto di Livorno dal canale dei Navicelli ed all’Arno dall’Incile), ma anche funzioni logistiche e distributive legate a settori ad alto potenziale di crescita. L’insediamento previsto di un grande operatore della e -commerce e della logistica come Amazon nell’area di Montacchiello ne è la testimonianza».

E l’aeroporto Galilei come si inserisce in questo contesto?

«La sua funzione, quando sarà passata la crisi sanitaria, riassumerà una rilevante importanza all’interno del “nodo logistico” non solo per il trasporto persone, ma anche per il trasporto merci. Il Centro Cargo vede sempre più aumentare il proprio traffico e l’intervento cui si sta lavorando potrà essere di grande utilità non solo per la Toscana, ma forse per tutto il Centro Italia». —

francesco loi

© RIPRODUZIONE RISERVATA



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il futuro del cantiere

Salvataggio Tigs, le offerte giuste: «Partono da 250 milioni di euro» – Chi sarà a decidere e tutti gli scenari possibili

di Giovanna Mezzana