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La denuncia di una malata: «Rinviano l’operazione per non occupare posti in terapia intensiva»

Danilo Renzullo
Il padiglione della chirurgia bariatrica (foto Muzzi)
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Il padiglione della chirurgia bariatrica (foto Muzzi)

Nonostante la graduale ripartenza, una 45enne pisana attende dallo scorso gennaio una chiamata per un intervento di riduzione dello stomaco

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PISA. Le terapie intensive pisane restano vuote. Uno scenario che, messo in relazione alla pandemia da coronavirus, appare positivo, ma dall’altro diventa negativo per chi attende di varcare la soglia delle sale operatorie per sottoporsi ad interventi in alcuni casi giudicati urgenti.

È il caso di Michela Piccini, 45enne pisana, che dallo scorso gennaio aspetta una chiamata per un intervento di riduzione dello stomaco. Nonostante la graduale ripartenza delle normali attività ospedaliere e l’urgenza con la quale le è stata assegnata una “posizione” ai vertici della lista di attesa, l’intervento continua ad essere rimandato perché necessita di un posto in terapia intensiva. «Da anni combatto contro l’obesità e dopo varie vicissitudini di salute lo scorso agosto ho iniziato il percorso finalizzato all’operazione», racconta la 45enne. Un lungo cammino culminato lo scorso gennaio con la visita anestesiologica pre-operatoria, ultima tappa prima dell’ingresso in sala operatoria fissato per il periodo di Pasqua.

«La pandemia ha purtroppo bloccato tutto con le aziende sanitarie che giustamente hanno concentrato l’attenzione sui tanti casi di coronavirus che hanno richiesto il ricovero in terapia intensiva - prosegue Piccini -. A fine maggio hanno deciso di far ripartire le attività sospese durante l’emergenza, non però dai casi più urgenti, ma da quelli che non richiedono posti in terapia intensiva». Una scelta discutibile per Piccini che, terza nella lista di attesa (su circa 45 pazienti) stilata in base alle urgenze, giorno dopo giorno si vede “scavalcata” da casi che non richiedono interventi immediati.

«Questo perché non vogliono occupare posti in terapia intensiva, nonostante quella di Cisanello sia vuota e quella allestita durante l’emergenza al Santa Chiara è rimasta inutilizzata - conclude la 45enne -. Ci sono i chirurghi pronti ad operare, ma senza la disponibilità di un posto in terapia intensiva (dove Piccini dovrebbe rimanere per circa 24 ore, ndr) non è possibile effettuare l’intervento. Il mio stato di salute continua intanto a peggiorare». —

D.r.
 

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