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Pisa

il braccio di ferro 

Moschea a Pisa, ricorso del Comune al Consiglio di Stato contro il Tar

I terreni della comunità islamica a Porta a Lucca
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I terreni della comunità islamica a Porta a Lucca

Intanto ministero dei Beni culturali e Sovrintendenza fanno marcia indietro. La comunità islamica: "Soddisfatti per la loro rinuncia all’istanza cautelare"

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PISA. «Ho dato mandato agli uffici di preparare la documentazione necessaria». Così il sindaco di Pisa, Michele Conti ufficializza la decisione di ricorrere al Consiglio di Stato contro la sentenza con cui il Tar della Toscana aveva dato ragione alla comunità islamica a cui gli uffici del Comune avevano negato il permesso a costruire la moschea a Porta a Lucca. «Il ricorso lo hanno già fatto il ministero dei Beni culturali e la Sovrintendenza, e noi ci inseriamo», aggiunge il sindaco.
Ma così non è perché nel frattempo Mibact e Sovrintendenza hanno fatto marcia indietro. Lo avevano chiesto subito i parlamentari del Pd eletti nei collegi pisani, rimasti sorpresi della mossa (d’ufficio) del ministero. L’atto è firmato dall’avvocato di Stato Isabella Piracci. «La comunità islamica pisana - si legge su Facebook - esprime la sua soddisfazione per la rinuncia all’istanza cautelare da parte del ministero dei Beni culturali e della Sovrintendenza».

La vicenda comunque si prepara ad un altro round. Nel frattempo l’amministrazione comunale ha fatto pubblicare sul Burt la delibera del consiglio comunale sulla variante approvata, con la precisazione della dirigente dell’Urbanistica che stralcia la parte relativa al restyling dell’Arena Garibaldi. Se il progetto per lo stadio prende così una sua strada, la questione moschea torna all’attenzione di avvocati e giudici. Il Tar aveva dato ragione alla comunità islamica soprattutto perché «quanto deliberato dal Comune - si legge nella sentenza - frappone un rilevante ostacolo all’esercizio della libertà di manifestare la propria religione», ricordando quanto sancito dall’articolo 8 della Costituzione («Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge»), ma anche dall’art. 10 della carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea (libertà di pensioni, di coscienza e di religione) e dall’art. 9 della Convenzione per la salvaguardia dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà fondamentali.

«Il sindaco Conti ha deciso di fare ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza con cui il Tar ha riconosciuto che gli atti adottati dal Comune di Pisa contro la realizzazione della moschea a Porta a Lucca violano il diritto alla libertà di culto della comunità musulmana, tutelato dalla Costituzione, dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea e della Convenzione Europea dei Diritti Umani - dice Francesco Auletta, capogruppo di Diritti in comune -. Si continua così a perseverare nel tentativo di negare questo diritto, il tutto in nome di una campagna razzista ed islamofoba della Lega».

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