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«Teatro Verdi, da ripensare tutte le strategie gestionali»

«Teatro Verdi, da ripensare tutte le strategie gestionali»

La Cgil: siamo rimasti sorpresi nell’ascoltare le teorie  iperliberiste della presidente Auspichiamo invece un rilancio delle produzioni culturali»

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«Sì al futuro del Teatro Verdi, alla prospettiva di rilancio, alla difesa occupazionale», dicono il segretario generale Cgil Mauro Fuso e il segretario Slc/Cgil Massimo Basilei dopo l’audizione della presidente del Teatro Verdi, il primo luglio scorso, nella seduta della terza commissione del Comune di Pisa, «che - aggiungono i due sindacalisti - ci ha stupito, irritato e, pensando allo stato d’animo dei lavoratori, persino offeso».

«Il tavolo negoziale con le figure apicali del Teatro sugli ammortizzatori sociali - dicono - ha stabilito alcuni risultati positivi: anticipo del Fis, assunzione di una lavoratrice, impiego del personale del Teatro nella rassegna al Giardino Scotto. Risultati positivi, ma non soddisfacenti per la mancanza di una prospettiva e di un progetto artistico di medio e lungo periodo, di livello adeguato alla tradizione del Verdi e in grado di far esprimere al meglio le tante professionalità di cui il Teatro dispone. In ogni caso, la trattativa non ha mai registrato dichiarazioni esplicite di ridurre gli organici, né il numero e il livello qualitativo di attività da eseguire, il tutto pensando ad un modello di teatro che sia in grado di reinventarsi, rispettare le nuove normative e, al tempo stesso, attrarre il pubblico che da sempre segue il Verdi».

«Per questo - proseguono Fuso e Basilei - siamo rimasti quantomeno sorpresi ascoltando le teorie iperliberiste, di tremontiana memoria, delle quali non facciamo l’elenco per rispetto dei dipendenti e della storia del Teatro degli ultimi decenni, che la presidente ha indicato come elementi salvifici rispetto alle attuali condizioni economiche ed organizzative, in cui per responsabilità diffuse, ma non certo dei lavoratori, versa il Teatro Verdi. Auspichiamo e sollecitiamo un ripensamento complessivo delle strategie gestionali, attuali e prospettiche, del Teatro ed una ripresa tempestiva del confronto con il sindacato che riporti la discussione su un binario di rilancio delle produzioni culturali, che hanno fatto del Verdi un fiore all’occhiello della cultura pisana e della nostra regione». —

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