Italia
Santori e le Sardine ripartono da Pisa «Qui come in Emilia»
Il leader bolognese incontra i referenti locali del movimento e lancia la sfida alla Ceccardi per la Regione e per Cascina
Giuseppe Boi / Pisa
Le Sardine scelgono Pisa per uscire dal lockdown. Dopo la cavalcata di gennaio in Emilia e lo stop dovuto al coronavirus, il movimento spontaneo nato sui social riprende a muoversi. E lo fa al circolo Il Fortino di Marina di Pisa dove due dei quattro fondatori del movimento, il frontman Mattia Santori e la “regista” Giulia Trappoloni, hanno partecipato domenica alla cena organizzata dal gruppo delle Sardine pisane. Luigi Sofia, “leader” locale del movimento, ha allargato l’invito al “collega” di Firenze Danilo Maglio. Il motivo è semplice e Santori lo dice apertamente: «Replicheremo in Toscana il modello Emilia».
L’obiettivo, inutile sottolinearlo, sono le elezioni regionali di settembre. Ma non solo: le Sardine pisane e nazionali dichiarano di voler partecipare anche alle amministrative di Cascina. Due test elettorali che hanno come punto di unione Susanna Ceccardi: candidata della Lega alla guida della Regione ed ex sindaco cascinese. «Ha vinto le elezioni per 100 voti e nel giro di pochi anni è prima diventata eurodeputata e ora candidata a presidente della Toscana – ricorda Santori –: una carriera che è un esempio della politica della fretta, fatta cavalcando i trend topic e i like social del momento ma tralasciando la cosa più importante: i contenuti».
L’esatto contrario di ciò che le Sardine vogliono riproporre in Toscana: nessun candidato proprio, nessun ritorno politico-elettorale, ma temi da proporre al centro sinistra e alle piazze che, norme sul distanziamento sociale permettendo, intendo riempire come successo lo scorso gennaio.
Temi che vengono snocciolati da Sofia: «Unità del campo progressista per non consegnare nuovamente Cascina alla destra: Se si può cenare tutti allo stesso tavolo, insieme si possono vincere le elezioni con uno stesso programma elettorale. Piano di edilizia popolare regionale per restituire ai cittadini in difficoltà beni ed edifici abbandonati. No all’ampliamento dell’Aeroporto di Peretola: crediamo sia giusto e doveroso rispettare la sentenza del tar, evitando la costruzione di opere che possano avere un impatto ambientale nocivo per il nostro territorio. Sarebbe invece necessario potenziare, con i fondi europei, la tratta ferroviaria Pisa-Firenze, per valorizzare lo sviluppo della costa come porta accessibile verso l’Europa». —
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