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Nell’anno dell’emergenza coronavirus la sfida tra le parti diventa una tregua
Mini corteo dei gonfaloni e delle delegazioni delle Parti di Mezzogiorno e Tramontana alla presenza del Consiglio degli Anziani
sul ponte
In tempo di coronavirus il Gioco del Ponte ha dovuto alzare bandiera bianca.
Nella giornata in cui tutta la città si attendeva la sfida tra Tramontana e Mezzogiorno per il predominio del ponte di Mezzo, abbiamo assistito invece da una tregua che le Parti hanno dichiarato pubblicamente di fronte al sindaco di Pisa Michele Conti nelle vesti di Anziano Rettore. Questa la cerimonia che l’amministrazione comunale, ed in particolare l’assessore alle tradizioni storiche Filippo Bedini, hanno voluto per ricordare comunque il giorno del Gioco.
Sul ponte di Mezzo, perciò, niente carrello né combattenti, ma le delegazioni di Tramontana e Mezzogiorno guidate dai generali Matteo Baldassari per la Parte boreale e Federico Nuti per quella australe; con loro i rispettivi ambasciatori, i cavalieri alfieri accompagnati dai cavalieri del generale ed dodici alfieri con le bandiere delle magistrature. Ad accoglierli l’Anziano Rettore, il comandante generale del Gioco Roberto Tonini, il cancelliere Vito Ardito e l’assessore e membro del Consiglio degli Anziani Filippo Bedini. Il piccolo corteo ha raggiunto il ponte di Mezzo rispettando le misure di sicurezza così come per la fase preliminare della vestizione. A segnare i rispettivi accampamenti non le classiche tende posizionate in piazza Garibaldi e piazza XX Settembre ma i due gonfaloni di Tramontana e Mezzogiorno eseguiti dal pittore Ottopamio e donati negli anni Ottanta dalla Banca Toscana al Comune di Pisa che erano finora esposti nel corridoio davanti alla Sala Matrimoni di Palazzo Gambacorti. Gonfaloni che sono stati appositamente restaurati, proseguendo quindi quel percorso di rifacimento degli storici manufatti del corteo già iniziato l’anno scorso per espressa volontà dell’assessore Bedini.
Momento clou della cerimonia è stata la lettura da parte dei due ambasciatori dei propri messaggi. Non la classica sfida che, prima del Gioco, chiamava a battaglia le proprie schiere contro l’avversario, ma una dichiarazione di tregua.
«Volge a conclusione un Giugno Pisano inedito - ha detto Conti - , durante il quale non abbiamo potuto vivere a pieno le nostre tradizioni storiche, che richiamano migliaia di persone sui Lungarni. Abbiamo però voluto costellare questo periodo con segnali simbolici, per dare continuità a una tradizione che richiama senso di appartenenza e orgoglio pisano. Non ci siamo fermati neanche con gli investimenti relativi al progetto di restauro e implementazione del prezioso patrimonio del Corteo Storico. Auspico che tutto il mondo che si muove intorno al Gioco sfrutti quest’anno di assenza per rafforzare ulteriormente senso di appartenenza e spirito di collaborazione».
Per capire l’eccezionalità dell’evento basti dire che dal 1934 ad oggi, a parte le interruzioni per la seconda guerra mondiale e per le conseguenze dell’alluvione del 1966, non era mai accaduto che in un anno non si fosse comunque disputata almeno una delle tre rievocazioni storiche pisane.
A salvare questo annus horribilis potrebbe a questo punto pensarci la regata delle Repubbliche marinare prevista, a meno di ulteriori limitazioni dovute al covid 19, per il 13 settembre ad Amalfi. Sarà quella, forse, l’unica occasione per tifare i colori della città e rafforzare ulteriormente i legame dei pisani con le proprie tradizioni storiche —
Daniele Benvenuti
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