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«San Rossore riapra alle auto, aree di sosta all’ippodromo»
L’assessore Dringoli replica a Maffei Cardellini, presidente dell’Ente Parco «Si collabori ad una soluzione, altrimenti il parcheggio sulla ciclabile resterà tale»
PISA
«Parcheggi a pagamento nella zona dell’ippodromo, in questo modo si può di nuovo eliminare la sosta delle auto sulla pista ciclabile, che poi una vera ciclabile non è mai stata, sul viale delle Cascine». Risponde così, con una controproposta, l’assessore alla mobilità Massimo Dringoli al presidente dell’Ente Parco, Giovanni Maffei Cardellini, dopo le polemiche sulle modalità di accesso a San Rossore nei giorni del fine settimana. Il divieto di accesso non può essere la soluzione al problema, è il punto di partenza della replica di Dringoli, che pure «concorda con l’obiettivo di impedire che il Parco sia invaso dalle auto».
La ciclabile che non c’è
Quelle due strisce ai lati del viale delle Cascine (per circa 2,3 km da via del Capannone al Ponte delle Trombe), precisa Dringoli, «definiscono due fasce impropriamente chiamate “piste ciclabili”, mai istituite come tali da parte dell’amministrazione comunale». Come fare allora, volendo, per realizzare una vera pista ciclabile lungo il viale delle Cascine? Due le possibilità, per Dringoli. «La prima: una pista esterna alla corsia per i cavalli sul lato nord del viale, quindi in sede propria su terreno da espropriare. La seconda: ridisegnare la suddivisione dell’attuale viale, la cui larghezza complessiva di 9,70 metri consentirebbe tre corsie, due per le auto ed una per le bici. È chiaro che la prima di queste soluzioni risolverebbe ogni problema, ma risulterebbe più costosa (800mila euro) e richiederebbe maggior tempo (circa due anni). La seconda sarebbe molto più economica e veloce, ma, nel caso si volesse mantenere l’attuale divieto di accesso alle auto, non risolverebbe affatto il problema della sosta».
Un bus per San Rossore
L’idea è stata rilanciata proprio da Maffei Cardellini. «Una richiesta era stata avanzata in passato alla direzione della Ctt Nord, ma è stata considerata antieconomica», ribatte Dringoli, assai dubbioso «che possano servirsene le migliaia di persone» che vanno a San Rossore, considerando «le esigenze di distanziamento sul bus che può portare al massimo 40 persone». Un totale di «20 corse» potrebbe dunque «trasportare nel Parco non più di 800 persone al giorno».
Parcheggi interni a numero chiuso
Per queste ragioni, Dringoli dice la sua. Punto primo: «Crediamo che allo stato attuale non si debba vietare l’accesso al Parco a tutte le auto». Punto secondo, la proposta: «Sì ai parcheggi interni, ma limitati alle sole aree di sosta presso l’ippodromo e quindi ad un numero di utenti corrispondente alla capacità dei parcheggi. Dando diritto al parcheggio - prosegue - l’accesso con l’auto potrebbe essere a pagamento, effettuabile anche con tessere magnetiche e con sbarra comandata elettricamente. Il divieto di accesso a tutte le strade al di fuori dei parcheggi dell’ippodromo dovrebbe essere interdetto a tutti disponendo sbarre comandate elettricamente, fatta eccezione per le “utenze deboli”. Le strade del Parco sarebbero quindi percorribili solo a piedi o in bicicletta, aprendo per queste ultime anche l’accesso da via delle Lenze, attualmente chiuso».
Senza alternativa, la sosta sulla ciclabile resta
«Una soluzione di questo tipo - conclude Dringoli - permetterebbe di realizzare la pista ciclabile sul viale delle Cascine nella forma più economica e veloce, mentre il rifiuto del Parco ad attuarla non potrebbe avere altra conseguenza che la sosta sul viale delle Cascine sulla sedicente “pista ciclabile” attuale». L’appello finale: «Il Parco riapra l’accesso alle auto, limitato ai parcheggi dell’ippodromo (e per ora gratuitamente), impedendo con semplici transenne l’accesso a tutte le altre strade». —
francesco loi
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