Il Tirreno

Pisa

la difesa 

I legali di Papini e Allegranti: «Forniremo tutti i chiarimenti»

2 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO

«Parlare è prematuro e ci riserviamo, con il mio collega Enrico Marzaduri, di valutare tutti gli atti alla base dell’ordinanza e su questo poi faremo le nostre considerazioni. I nostri assistiti forniranno tutti i chiarimenti necessari all’autorità giudiziaria, una volta presa cognizione degli atti alla base del provvedimento».

A parlare è l’avvocato Davide Manzo, che insieme al collega (il professor Enrico Marzaduri) difende il medico legale sessantaduenne Francesco Papini, ritenuto dall’accusa il presunto organizzatore dei falsi incidenti stradali per truffare le assicurazioni e ottenere i risarcimenti, e la sua ex moglie Cinzia Allegranti, 58 anni, collaboratrice e tesoriera del presunto sodalizio.

«Ogni considerazione è ovviamente ancora prematura, non avendo avuto accesso la difesa al fascicolo di indagine. Il dottor Fabbri è sereno nel poter dimostrare la sua estraneità alle accuse che gli vengono rivolte. Ci riserviamo di analizzare gli atti e preparare la difesa non appena saranno accessibili», spiega invece Aurora Matteucci, che difende il medico livornese Luca Fabbri, 37 anni.

Quest’ultimo, nelle 192 pagine di ordinanza firmate dal giudice per le indagini preliminari di Livorno Antonio Del Forno, ha fra l’altro raccontato al primario dell’ospedale di Cisanello (dove lavora, anche se la sua attività nel centro sanitario pisano non riguarda assolutamente l’inchiesta della procura labronica) di essere stato contattato da un investigatore di una compagnia assicurativa, che gli avrebbe sottoposto alcuni referti medici redatti a suo nome nei confronti di una ragazza di 17 anni alla quale, però, lo stesso Fabbri avrebbe sconsigliato di fare l’accertamento medico in questione e che conseguentemente non avrebbe neanche segnato come prescrizione.

Inoltre – per un presunto incidente avvenuto il 10 gennaio del 2019 a San Piero a Grado (nel comune di Pisa) preso in esame dall’inchiesta della magistratura – lo stesso Fabbri qualche mese dopo a quando sarebbe stato organizzato, il 26 giugno dello stesso anno, ha presentato una denuncia ai carabinieri della stazione di Livorno Centro per la falsificazione dell’intestazione e della sua firma. Il medico livornese, in quell’occasione, ha completamente disconosciuto la sua firma e due delle stesse persone coinvolte nel presunto incidente stradale, ascoltati dai militari della stazione pisana di San Piero a Grado, avrebbero effettivamente affermato di non aver mai incontrato il medico di 37 anni, raccontando invece di essersi rivolti a Papini (che avrebbe consultato prima di andare dai carabinieri), con la pratica assicurativa che era invece stata seguita dall’avvocata piombinese (con studio a Livorno) Silvia Travison. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani