Il Tirreno

Pisa

il caso moschea 

Appello al ministro dei parlamentari Pd: «Ritiri il ricorso»

Appello al ministro dei parlamentari Pd: «Ritiri il ricorso»

In data 15 giugno l’Avvocatura dello Stato si è espressa contro la sentenza del Tar che dava ragione alla comunità islamica

2 MINUTI DI LETTURA





pisa

La questione della moschea e della delibera comunale annullata dai giudici del Tar approda in Parlamento. I parlamentari del Pd Stefano Ceccanti, Susanna Cenni, Lucia Ciampi e Valeria Fedeli hanno infati presentato un’interrogazione al ministro Franceschini per chiedere di ritirare il ricorso contro la sentenza del Tar della Toscana sulla moschea di Pisa.

«Dopo la chiara sentenza del Tar della Toscana motivata in relazione alla Costituzione e alle Carte europee dei diritti – affermano i quattro parlamentari – non risulta per niente comprensibile il ricorso predisposto dall’Avvocatura dello Stato a nome della Soprintendenza e anche del ministero quasi che si trattasse di un obbligo burocratico. Chiediamo al ministro se ne fosse a conoscenza e in ogni caso di farlo ritirare».

Ceccanti, Cenni, Ciampi e Fedeli ricordano come il Tar della Toscana con sentenza pubblicata lo scorso 1° giugno in relazione al ricorso dell’Associazione Culturale Islamica di Pisa contro il Comune di Pisa e il ministero per i Beni e le Attività culturali ha riconosciuto le ragioni dell’Associazione «segnalando in particolare la necessità di rispettare oltre alla libertà di culto quale diritto fondamentale garantito dalla nostra Costituzione, anche l’articol o 10 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, l’articolo 9 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’Uomo e delle libertà fondamentali e rilevando puntualmente come invece Comune e Soprintendenza competente si fossero mossi in violazione di detti principi».

«In presenza di motivazioni così impegnative e assertive che hanno portato all’annullamento degli atti del Comune e della Soprintendenza – rilevano i quattro parlamentari – risulta quanto mai sorprendente che sia stato presentato al Consiglio di Stato un ricorso predisposto dall’Avvocatura dello Stato in nome della Soprintendenza competente ma anche del ministero datato 15 giugno quasi come se si trattasse di un obbligo burocratico».

Ceccanti, Cenni, Ciampi e Fedeli chiedono nell’interrogazione se il ministro fosse a conoscenza del ricorso e se, soprattutto, intenda prendere iniziative tali da ritirarlo. —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino